I grandi fotografi: Paolo Ventura

Paolo Ventura è un fotografo unico nel suo genere: i suoi scatti ritraggono precisissimi diorami che riproducono varie ambientazioni tutte dal sapore antico e surreale. Un mondo in miniatura che la macchina fotografica di questo abile artista cattura e reinterpreta fornendoci un serie di riflessioni sul sottile e impalpabile strato che divide finzione e realtà. Ventura, che vive a New York ed espone soprattutto all’estero, in Italia e purtroppo poco conosciuto, alcune sue opere sono state esposte nello scorso Festival Internazionale di Fotografia di Roma e ci auguriamo che ritorni prossimamente con una nuova personale nel nostro paese, l’ultima è stata a Milano, al FORMA nel 2008.

I suoi diorami sono molto laboriosi, costruiti con una perfezione certosina: li realizza interamente da solo? E come procede nella realizzazione degli scatti?

Si, li realizzo da solo, sono fra l’altro meno complicati di quello che potrebbero sembrare. Poi in genere inizio a scattare delle polaroid attorno al set fino a che non trovo il punto di vista che reputo giusto, scatto un’altra polaroid che in genere mi tengo in tasca per un paio di giorni e che continuo a guardare, se dopo quel periodo mi continua a convincere allora scatto il film, in genere uno solo sempre dallo stesso punto di vista.

Una volta finito di scattare cosa succede ai suoi modelli: li distrugge, li conserva, li riutilizza?

Beh, diciamo tutte e tre le cose.

Le sue immagini tendono a destabilizzare chi le guarda, quasi come fossero una sorta di zona di confine tra il vero e il falso…

Quello che io fotografo non esiste, ma cerco di farlo sembrare vero il più possibile, voglio che chi guarda le mie immagini pensi di esserci stato in quel luogo oppure di esserci voluto stare, anche se lo spettatore è cosciente che le mie immagini non esistono nella realtà mi piace pensare che dopo un po’ se ne dimentichi , come quando si guarda un film.

Lavora e vive a New York. Per quale motivo ha deciso di lasciare l’Italia?

Per amore, del mio lavoro e di una persona

Quale pensa siano le differenze tra l’Italia e l’America nel considerare la fotografia?

Beh, credo che ci sia un abisso, anche per fatti oggettivi, l’America è un paese enorme. E poi la fotografia è riuscita a raccontarne la sua anima, più che in qualunque altro posto

La sua attività di fotografo è cominciata con i suoi diorami oppure in passato si è occupato anche di altri soggetti?

Per tanti anni ho fatto il fotografo di moda , poi però mi sono reso conto che non era la mia strada e quindi ho smesso e ho iniziato a lavorare su delle idee che mi ossessionavano da molti anni

Lei scatta mondi e situazioni che lei stesso ha immaginato e creato, quasi un approccio filosofico, o meglio metafisico nei confronti della fotografia: si sente una sorta di demiurgo?

Mah! Io racconto delle piccole storie a cui penso durante il giorno. Cerco di fotografare la mia fantasia

Il platonico mito della caverna dimostra che l’uomo può sopravvivere illudendosi di cose lontanissime dalla realtà: cosa è per lei la finzione?

E’ una bugia ben raccontata.

fonte:

sito Paolo Ventura

WORK: behind the walls | civil war | the automaton | winter stories | war souvenir

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