La fotografia vista da Doisneau

Robert Doisneau nel 1956 spiegava che la fotografia deve restare un atto istintivo, e il fotografo deve comportarsi come ” una carta assorbente imbevuta della poesia del momento”.
Questa ricerca di una prassi inconsapevole l’ha sempre portato a diffidare dalle immagini troppo costruite e troppo referenziali, sostenendo che , in fotografia, l’intelligenza e la cultura erano “micidiali”.
Per Doisneau, la forza della fotografia sta nella sua capacita’ di afferrare l’imprevisto, il fortuito, l’imperfetto, a differenza del cinema , piu’ impostato e artefatto. Doisneau amava ripetere quello che Prevert aveva detto di lui ” Sei un patito dell’imperfezione”.
Ma in Doisneau l’istantaneita’ non e’ sinonimo di spontaneita’ , in quanto spesso le sue foto sono ricreate su cio’ che vede in strada .

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