LE SORELLE STAGIONI breve racconto

LE  SORELLE  STAGIONI

In un mondo dove il tempo sembrava scorrere inesorabile, scandito dall’ansia degli uomini di concludere con frenesia ogni cosa, ce n’era un altro nascosto, che solo pochi riuscivano a conoscere.

Vederlo appariva un’impresa ardua: solo chi aveva l’animo disponibile al sogno, alla fantasia, all’ingenuità, poteva scoprirlo.

Un paese incantato, quasi ovattato, dove gli abitanti erano folletti, gnomi, saggi, fate e quant’altro.

C’erano per esempio le Signore Stagioni, quattro sorelle che vivevano in una casa in mezzo al bosco.

INVERNO era la sorella maggiore, schiva ed introversa, amava stare in solitudine; il tempo libero lo trascorreva leggendo: giaceva distesa sul divano per parecchie ore, sorseggiando un buon tè, mentre la fiamma nel camino ardeva tenue, tenendole compagnia.

Il viso aveva un colorito spento, i tratti erano spigolosi, l’espressione cupa.

I capelli lunghi e neri, spesso crespi, venivano raccolti con estrema cura; il corpo appariva gracile, non valorizzato da vestiti rigorosamente scuri, senza personalità.

Sembrava una donna triste, sottomessa ad un destino che si era creata lei stessa.

ESTATE era la secondogenita, sia per temperamento che per aspetto, ella rappresentava l’opposto della sorella: era solare, estroversa, passionale, amava la compagnia, le cose frivole e quando poteva partiva per mete lontane, a lei sconosciute.

Il viso rotondo era abbellito dai capelli corti e rossi, il trucco le donava un’aria sana ed attraente.

Il corpo slanciato e sensuale veniva esaltato da abiti dal colore sgargiante; tuttavia ciò che la contraddistingueva era l’eleganza con cui esibiva gli ampi cappelli.

AUTUNNO aveva un animo molto dolce, estremamente sensibile; il suo scopo nella vita, diceva, era quello di aiutare il prossimo.

I capelli erano ondulati, di colore castano; il viso magro era abbellito dalle innumerevoli lentiggini sparse qua e là: non usava truccare il viso, al massimo una pennellata di fard per dare colore alle guance.

I vestiti avevano uno stile romantico, i colori erano per lo più marrone, verde, prugna.

E per finire c’era PRIMAVERA – oh! Signori che giovane fanciulla!! – la freschezza, l’allegria, la gioia per la vita erano le sue caratteristiche!

Era la sorella minore che dava energia alle altre, con la sua vitalità e il suo ottimismo, irradiava positività in chiunque avesse a che vedere con lei.

Faceva amicizia subito perché metteva a proprio agio le persone: era rilassante, ma al tempo stesso frizzante di temperamento.

Il passare del tempo non aveva scalfito quella spontaneità che è tipica dei bambini.

I bellissimi capelli lunghi, biondi, amava raccoglierli un giorno con due trecce, un altro con una coda di cavallo; quando li lasciava sciolti era splendido vederli danzare al vento.

Il viso grazioso era fresco, naturale; il corpo snello veniva valorizzato da abitini corti, leggermente aderenti, mai volgari.

La sua grazia era tale che qualsiasi cosa indossasse le stava bene.

La spensieratezza e la vitalità erano impregnate in ogni cosa che diceva e che faceva.

Primavera non conosceva la noia, in quanto la sua abilità era inventare giochi o passatempi nuovi.

Amava molto la compagnia.

Quando le graziose sorelle erano ancora delle giovani creature, vivevano con mamma Natura e papà Cielo e tutto procedeva con un certo rigore, un ordine rassicurante. Gli uomini sapevano cosa aspettarsi durante l’anno: in inverno il freddo, la neve; in primavera i fiori che sbocciano, il clima più mite, il sole timido che saluta la natura; l’estate  con il suo calore riscalda e sovrasta ogni animo; l’autunno con la sua dolcezza e il suo torpore aiuta ad andare in letargo piano piano.

Le quattro sorelle andavano d’accordo sebbene i caratteri erano molto diversi gli uni dagli altri: vivendo sotto lo stesso tetto la pazienza e il rispetto erano fondamentali.

Tutto questo fino a pochi anni prima…….

Divenute adulte decisero di lasciare i genitori per provare a cavarsela da sole, e scelsero di abitare insieme nella casa abbandonata in mezzo al bosco.

La rimisero a posto, l’addobbarono, la personalizzarono: ognuna aveva a disposizione una stanza e la sala divenne il locale in cui riunirsi.

Una  volta sistemata la casa, decisero di trovarsi un’occupazione e così fecero:

durante il giorno tutte avevano dei compiti da svolgere, così solo la sera potevano ritrovarsi, raccontandosi la propria giornata trascorsa.

Alla fine della settimana anche nel bosco si usava rilassarsi, oziare, vedere amici, fare festa.

Il tempo passò e le sorelle Stagioni divennero sempre più affiatate tra loro, scambiandosi segreti, emozioni, opinioni.

Stando a stretto contatto,  le personalità incominciarono a  condizionarsi e non ci fu più una distinzione chiara tra loro!

Inverno smise di essere pessimista, negativa e incominciò ad essere più solare; Autunno per una delusione divenne un po’ meno altruista ; Estate scoprì il mondo dell’esoterismo e ne fu attratta, divenendo meno superficiale; Primavera fu colei che rimase abbastanza coerente con la sua personalità, sebbene crescendo la spensieratezza a volte lasciava il posto alla razionalità.

Mamma Natura e papà Cielo ormai erano troppo anziani per poter intervenire,ponendo nuovamente l’ordine.

Tutto ciò comportò  grossi cambiamenti climatici nel mondo umano: la gente non sapeva più cosa aspettarsi dalle stagioni, ogni mese era imprevedibile, ogni giornata regalava un’incognita.

Gli abitanti del bosco erano perplessi e decisero di riunirsi, interpellando il vecchio Saggio.

E così fu.

Vennero espressi punti di vista differenti: alcuni accettavano di buon grado la morbidezza e l’imprevedibilità caratteriale delle sorelle; e altri ne avevano paura,  pretendendo il rigore e l’ordine finora portato avanti.

Il Saggio decise di mettere ai voti tale situazione, tuttavia il responso fu metà favorevole e metà contrario ad un possibile intervento.

Gli anni passarono e sebbene  le sorelle Stagioni avevano creato un certo scompiglio fra gli abitanti del bosco e nel mondo umano, tutti compresero una cosa: il dilemma era troppo grande per intervenire, in quanto ancora oggi c’è chi vuole rassicurazione e prevedibilità, venendo poi criticato di essere troppo rigido, e chi è troppo imprevedibile, incosciente, additato come  superficiale ed infantile.