Il primo Boudoir risale alla fine dell’800 con la Belle Époque

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Il cinema e la fotografia

Il desiderio di documentare gli avvenimenti quotidiani e di fissare il ricordo dei momenti più belli della vita è quello che tributa un grande e duraturo successo all’invenzione della fotografia: dalla seconda metà dell’Ottocento in poi,essa sarà la testimone più efficace della Belle Epoque,e si rivelerà utile non solo nel privato, ma anche nel settore pubblico,per il quale, aggregandosi al giornalismo,la fotografia diventa un elemento irrinunciabile di conoscenza.

Un’altra novità,collegata alla fotografia, si sviluppò rapidamente e prese campo, facendo a lungo discutere se fosse nata una nuova forma d’arte –la decima Musa ? -o solo una nuova forma di svago: si trattava del cinema. 
Rispetto al teatro,il cinema si presentava più accessibile, più fruibile dalle masse: ma il fatto di fissare una volta per tutte sulla celluloide le immagini e le emozioni che solo il teatro sino ad allora aveva saputo dare,da un canto consentiva di rivedere lo spettacolo infinite volte, dall’altro lo rendeva meno raro e quindi meno degno di essere classificato come un’arte vera e propria.

L’Arte e la Moda
Ma la gente amava divertirsi,e andare a cinema presto fu di moda come andare a ballare.  
Dall’Austria era arrivato una nuova,coinvolgente danza: il valzer,che conquistò tutta l’Europa e si diffuse anche oltremare.  
I compositori che lo avevano creato erano gli Strauss,che restarono i più straordinari e noti musicisti austriaci del tempo.

La moda,come sempre nei periodi storici di grandi mutamenti, cambiava anch’essa:la donna, chiamata a svolgere un ruolo attivo nella società e nel mondo del lavoro, non poteva portare ancora busti così stretti, tante sottogonne, volants,ruches, drappeggi. 
Ancora una volta, Parigi dettò le regole del nuovo modo di vestirsi. 
Dapprima fu adottato un abito, il tailleur,con una giacca lunga e piuttosto maschile, su una gonna dritta davanti e con profonde pieghe centrali dietro per consentire il passo. Furono abbandonate le sottogonne, la biancheria intima si restrinse e si accorciò:ne diedero l’esempio le ballerine di can-can,prima occasione di scandalo,poi esempio di stile.

In seguito,dovendo praticare lo sport, la donna eliminò altre sovrastrutture inutili che la impacciavano, e che caddero una ad una come le foglie d’autunno. 
Le scarpe divennero più comode,i tacchi meno alti,le punte meno strette. 
Tranne che per la sera, per la quale l’eleganza restava legata sempre ai tessuti preziosi ,ai merletti e ai ricami, agli abiti lunghi e ai gioielli,si può affermare che la donna comune che godeva di un medio reddito cominciò ad acquistare il suo vestiario presso i grandi magazzini e i negozi specializzati che avevano iniziato la creazione e la vendita di vestiti,biancheria personale,cappelli e pelletteria fatta in serie dalle macchine.

La capitale francese era anche il faro da cui si irradiavano le nuove correnti artistiche,particolarmente nel campo della pittura,per la quale si affermarono autori che lasciarono un segno individuale,come Toulouse Lautrec o Van Gogh,ed altri, che appartennero all’Impressionismo,al Puntinismo, o al Neo-Impressionismo,all’Art Nouveau. 
Parigi era sempre stata considerata la capitale dell’Arte,ma durante la Belle Epoque lo fu ,se possibile, ancor di più e a buon diritto. 
L’Arte infatti fioriva lì sotto tutti gli aspetti,non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello degli spettacoli. 
Il teatro,l’opera,l’operetta,les Folies Bergère,il ballo Excelsior,il cinema dei fratelli Lumière,il balletto,offrivano continue emozioni e suggestioni al pubblico di qualità sempre più numeroso,mentre i caffè-concerto,le gare sportive,i grandi magazzini potevano essere frequentati da visitatori appartenenti a qualunque ceto. 
Capitali come Londra,Vienna,Budapest, Berlino furono altrettanti luoghi da dove si irradiò il messaggio della Belle Epoque.

La letteratura non si sottrasse al fascino delle nuove tendenze: scrittori come Thomas Mann(“Morte a Venezia”) e poeti come Gabriele D’Annunzio furono i vati indiscussi di quel tempo straordinario. 
L’Austria, dopo la ristrutturazione degli stati germanici operata dalla Prussia, aveva creato nel 1867 l’Impero austro-ungarico. 
Da quel momento sino alla Prima Guerra Mondiale, Vienna visse anni di splendore che, coevamente a Parigi, la fecero considerare come una delle maggiori capitali europee. 
Essa venne ristrutturata,fu creato il Ring,ovvero la magnifica cinta che racchiude tutta la città,furono costruiti musei,teatri,ministeri,ed entrò in funzione un servizio di tram a cavalli. 
La musica degli Strauss allietava la gente,che si recava a Grinzing e ad Hietzing per gustare l’Heuriger,il vino nuovo,o la fresca birra. 
Tra il 1890 e il 1892,Vienna raggiunse il milione di abitanti,mentre tra il 1870 e il 1910 tutta l’Europa passò da 290 a 435 milioni di cittadini europei,nonostante l’emigrazione in America di 30 milioni di essi nel corso degli anni . 
Man mano che il secolo XIX volgeva verso la sua fine e si approssimava il Novecento,l’arte e la moda mutavano ulteriormente. 
Si era affermato un nuovo stile, complesso e articolato,che assunse denominazioni diverse a seconda dei paesi in cui trovò la possibilità di emergere e trionfare:lo Stile Floreale. 
Alcuni lo denominarono in Italia “Liberty”,altri in Germania “Jugendstil”, altri ancora,in Francia,”Art Nouveau”.

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