Antoine D’Agata provoca con la veridicità del suo vissuto mostrato attraverso l’obiettivo. Le emozioni sono ancora un tabu .

Grazie alla segnalazione di un amico blogger e fotografo, sono venuta a conoscenza di questo artista Antoine D’Agata, che mi ha conquistato all’istante per il suo modo di intendere la fotografia e il viverla in prima persona: ne è nato un dibattito su worpress e su facebook : la fotografia puo’ diventare un mezzo potente per vivere le emozioni in prima persona e riuscire a esprimerle successivamente in modo più vero e sincero? Nella nostra società si puo’ parlare di emozioni, paure, fragilità o sono considerate ancora un tabu’?
Sotto riporto qualche foto e l’intervista fatta da Alessia Glaviano di Vogue .

C’è stato anche un confronto, forse superficiale ma interessante a mio avviso su due tipi di approcci fotografici quello di Antoine D’Agata e l’altro di Jessica Dimmock , dove il tema in entrambi era il medesimo, le realtà distruttive .
Personalmente credo che alcuni vengano “toccati “di piu’ da Antoine D’Agata ritenendo le sue foto più strong, forti (ho notato che l’aggettivo in internet più usato è questo!) perche’ vedono, vivono attraverso le sue foto le SUE emozioni e si intuisce la ricerca di capire l’animo umano e di provare a raccontarlo. Nelle foto di Jessica Dimmock secondo me si tratta di foto di realta’ distruttive certamente, ma lo sguardo e’ distaccato. Lei osserva e non prova. Percepisci un distacco emozionale, percepisci che osserva ma non prova. Nel primo vedi la fotografia “fisica e imperfetta” nella seconda ” documentaristica”. Io mi sento estremamente in sintonia con D’agata e concordo in pieno con l’ipocrisia di cui parla e comprendo la sua necessita’ di capire cosa c’e’ nell’oscuro dell’animo, che poi sono le nostre fragilita’, paure, è in pratica l’uomo senza maschera. Ma questa necessita’ nasce in te non a caso, ma perche’ hai annusato cos’e’ il lato oscuro in precedenza e vuoi comprenderlo ulteriormente e vuoi riappacificarti ad esso.
Mi farebbe piacere leggere qualche vostro commento al riguardo, pubblico sotto le foto e l’intervista.

http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3…

un frammento dell’intervista su Vogue:
Alessia Glaviano intervista il più controverso artista francese, Antoine D’Agata 
“Fa male sentire che spesso dopo aver mandato il materiale informativo si sia sentito chiedere se aveva qualche immagine “meno forte”, mi disgusta l’idea che le immagini di veline semi nude e tutto l’altro ciarpame di cui i nostri giornali straripano siano considerati più pubblicabili delle foto di Antoine. Acquista così, se ce ne fosse bisogno, ancora più significato la sua ricerca tesa a squarciare il muro di ipocrisia che pervade la società contemporanea, quell’ipocrisia che l’artista combatte e odia più di qualsiasi altra cosa.”

Sotto il video dell’intervista:

Se non riesci ad aprire il video clicca qua : http://youtu.be/qYd8rws6Lv0
Tutta l’intervista qua : http://www.vogue.it/people-are-talking-about/focus-on/2013/08/antoine-d-agata#sthash.CfqkJ2Tv.2aL50Fiu.dpuf


La fotografia documentaristica di Jessica Dimmock  si concentra prevalentemente sulle problematiche dell’isolamento sociale  con “The nine floor”

In un appartamento fatiscente sopra la Fifth Avenue, una trentina di giovani vivono in un vortice di droga e disperazione. 
Il nono piano è apparentemente un piano come altri di un quartiere chic di Manhattan, che dietro la porta nasconde un mondo sconcertante dove vigono altre regole e dove le emozioni e gli affetti hanno eccessi e vuoti impensabili. La fotografa americana ha raccontato tre anni di vita di un gruppo di eroinomani.