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NESSUNO SE N’E’ ACCORTO

NESSUNO SE N’E’ ACCORTO è il nuovo progetto fotografico di Micaela Zuliani, stavolta affronta il tema dei disturbi alimentari, anoressia e bulimia, che ricordiamo sono la seconda causa di morte tra i giovani.

Nessuno se n’è accorto” un titolo come al solito provocatorio, apparentemente un accusa, in realtà è un fatto che chi soffre di questa malattia tiene nascosto il malessere, la sofferenza, la rabbia agli altri come a se stesso.

“Ci tenevo ad andare oltre il cliche’ che vuole vedere sempre la malattia dei disturbi alimentari come associazione cibo/bilancia. Solitamente anche nei progetti fotografici cercati c’e’ sempre e solo questo. Io invece volevo far capire cos’è veramente: il pensiero fisso costante protratto nel tempo che rallenta, offusca, spegne ogni energia ed entusiasmo. Si nutre di rabbia, odio per se stessi, silenzi, urla sopite e trattenute a forza. Fai male a te per non far male a chi ami e ti ha deluso. Ammettere il dolore che si prova e la delusione e’ come morire.
Il cibo, il peso, rincorrere la perfezione delle modelle sono solo la punta dell’iceberg per un’identità che ha paura di mostrarsi perche’ mostrandosi non asseconderebbe piu’ chi ti sta vicino.
Ti spegni fino a morire….

La base della malattia come ho cercato di dire attraverso il mio progetto non è essere magre e ripiegare sull’aspetto fisico il problema, questo è un messaggio superficiale ! il nocciolo della malattia è il cervello! è la non accettazione di sè fino ad arrivare a farsi del male , è il demone che c’è nella testa, è il pensiero morboso; non è la quantità di peso che fa il problema perchè allora le persone normopeso dovrebbero essere sane, invece questa malattia colpisce spesso chi apparentemente ha un aspetto normale.

Ho voluto giocare con le inquadrature, come se chi guardasse il video entrasse piano piano nelle stanze e  vivesse insieme alla protagonista una giornata tipo della malata, anoressica o bulimica. Ho cercato di parlare più di stati d’animo che di cibo : solitudine, vuoto, rabbia, voracità, scissione dell’io quasi a sentire la presenza di un demone nella testa, l’inerzia, l’apatia, la rassegnazione, la derisione e lo spegnersi di ogni desiderio ed impulso, anche sessuale.
Chi soffre di questa malattia non ha solo un brutto rapporto con il proprio corpo, ma ha un grosso problema a lasciarsi andare alle emozioni e alla propria sessualità. Le emozioni devono essere soppresse altrimenti la rabbia tenuta costretta prima o poi esplode ed è proprio quello che si vuole evitare.”

Il video inizia con due fotogrammi neri il cui soggetto è lei stessa, Micaela Zuliani, anche lei per 10 anni ha sofferto di entrambe le malattie, è vero?  ” si, volevo esserci in prima persona, dietro e davanti alla fotocamera, sono due autoscatti che sintetizzano la malattia: il primo rappresenta la chiusura in se stessi e la difficoltà di chiedere aiuto, il secondo è il demone che seduce la malata e la esorta a farsi del male convincendola che sarà lui a prendersi cura del suo dolore, come non hanno fatto gli altri”.

Nel video compaiono altri soggetti chi sono ?
” Ho cercato su facebook ragazze che avessero l’età media di chi soffre di questa malattia, si sono proposte parecchie ragazze, ma ho scelto chi mi sembrava molto interessata al tema infatti ho fatto benissimo perchè sono state veramente tutte brave, alcune di queste stanno facendo dei corsi di recitazione, mentre una sta uscendo dalla malattia, tutte però conoscono il problema, avendo amiche che ne sono uscite. E’ stato un bellissimo lavoro di squadra e mi hanno aiutato molto nel realizzare ciò che avevo in mente, quindi un grazie di cuore a Gaia Poli, Giulia Rossi, Francesca Capitani, Rebecca Gargioni. ”

Il video dopo i due fotogrammi neri inizia con il viso della ragazza immerso nella vasca e si conclude quasi nello stesso modo perchè? 
“La mia intenzione non era quella di dare risposte, o di dire se ne esce o non se ne esce perché dipende solo dalla propria forza di volontà e dalla voglia di amarsi. Il fatto di esserci anch’io è comunque un messaggio di speranza per chi mi conosce, perché ne sono uscita e sto prendendo in mano la mia vita come non ho mai fatto prima, sono sicuramente un esempio positivo, ma è un grosso lavoro che si fa su se stessi. Per rispondere alla domanda dico che ho lasciato il finale aperto per una riflessione più sottile e meno banale.”

Sotto i due video e le fotografie .

Se non riuscite ad aprirli cliccate qui :

1° https://www.youtube.com/watch?v=W2ts-dVpczg

2° https://www.youtube.com/watch?v=aMY4Fn3qCkk

Fotografie:

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