La quotidianità che non ti aspetti, scorci di vita di persone con disabilità raccontata dai ragazzi.

Quest’estate ho chiesto ad alcuni ragazzi che hanno frequentato il mio corso di fotografia se avevano voglia di partecipare ad un progetto sociale raccontando attraverso la fotografia e i loro occhi la disabilità in una maniera  più quotidiana, una sorta di reportage.
Il progetto si chiama “La quotidianità che non ti aspetti, scorci di vita di persone con disabilità”  raccontato dai ragazzi della 3° media.

In occasione dell’inizio dei giochi paralimpici ho chiesto al mio amico Riccardo Marchesini, campione del mondo di paracanoa, medaglia d’oro Coni e insegnante di canoa ai ragazzi se aveva voglia di partecipare al progetto, che col suo consueto entusiasmo ha accettato subito.

Nella seconda giornata, 7 settembre, si sono resi disponibili  per il progetto, il giornalista Antonio Giuseppe Malafarina e l’artista Davide Ratti in arte Ratzo; li abbiamo incontrati nel laboratorio ArtKadem dove Ratzo crea le sue opere, insieme ad altri suoi colleghi artisti.

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MARTA
Grazie al progetto “la quotidianità che non ti aspetti, scorci di vita di persone con disabilità” ho avuto l’occasione di passare una mattinata con Riccardo Marchesini, campione di para canoa. Marchesini – al quale manca un arto inferiore – ha dato prima lezione di canoa ad un suo allievo e poi si è concesso una pagaiata con un amico paraplegico.
E’ stata un’esperienza interessante:  mi ha colpito l’intensità di come spiegava al suo allievo i movimenti della pagaiata e la sicurezza che trasmetteva nel mostrare come risalire in canoa dopo una caduta in acqua.
Mi è stato poi chiesto di commentare in particolare la disabilità… ecco devo essere sincera ho avuto difficoltà a pensare a questo. Posso parlare delle forza e dell’energia di Riccardo, della sua agilità di atleta, del suo carisma nello spiegare i movimenti all’allievo… ma sul fatto che sia disabile, proprio non riesco a capire cosa dovessi dire: il campione è lui, così solare, simpatico e dolce; dalla sua esperienza non posso che imparare.  Ecco per me è questa la quotidianità della disabilità, che non c’è da parlare della disabilità, ma della sua bravura in canoa.
Questa esperienza mi ha fatto capire che i veri limiti esistono solo nei pregiudizi.

ELEONORA
All’idroscalo io,insieme al mio gruppo di fotografia, abbiamo conosciuto Riccardo, un uomo che purtroppo perse metà della sua gamba sinistra. Ciò non gli impedì di esaudire il suo sogno:diventare un canoista. È simpatico,solare e si vede che è molto in gamba. Ci ha mostrato come possa tranquillamente entrare ed uscire dalla sua canoa, come fa tranquillamente lezione con ragazzi giovani coinvolgendoli con il suo sorriso. Ho trovato questa esperienza molto interessante per iniziare la mia professione da fotografa.  Il personaggio di Riccardo è molto significativo per le persone con disabilità : non fermarti mai, vivi la tua vita al meglio perché é solamente una, e non va sprecata.

LEONARDO
In questa seconda tappa del nostro reportage siamo andati alla “Artkademy”, una ex officina trasformata in un laboratorio artistico.
Questa, nelle sue attività coinvolge specialmente i giovani: questa struttura si trova infatti vicino ai navigli; zona molto frequentata dalla gioventù milanese. Proprio qui abbiamo incontrato Antonio Giuseppe Malafarina, giornalista e collaboratore del Corriere della Sera e Davide Ratti in arte Ratzo, designer e artista molto versatile, con esperienza anche come “writer”, che può vantare partecipazioni e premi in molte categorie artistiche. Avendo molto frequentato questo posto ci fanno da guida; ma per entrare c’è un problema. Antonio ha perso l’uso di ogni muscolo dalle spalle in giù in un grave incidente in gioventù ed è costretto in sedia a rotelle, quindi fa fatica a salire anche un minuscolo gradino. Nonostante questo l’inconveniente viene risolto e Davide ci mostra alcune sue opere. Anche lui ha un’infermità, seppur meno devastante di quella del suo amico: una malattia degenerativa all’udito che lo obbliga all’apparecchio.
Una volta finito il reportage, torniamo a casa dopo questo incontro emozionante.

MILO
Mi sono sembrate tutte persone in gamba, con molta voglia di fare e di mettersi in gioco, ed è stato molto bello poterli fotografare nella loro quotidianità.

(continua la lettura)