I dieci insegnamenti di William Klein sulla Street Photography – Klein Vs Bresson

Ho trovato interessante questo articolo scritto da Eric Kim e rielaborato da Marco Crupi, lo condivido con voi. L’articolo originale lo trovate qua 10 Lessons William Klein Has Taught Me About Street Photography .

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William Klein si ribellò contro gli stili e le regole fotografiche ufficialmente riconosciute ai suoi tempi, all’epoca imperavano Henri Cartier-Bresson e altri “classici” della fotografia di strada. Dal suo lavoro possiamo imparare molto sulla Street Photography, esattamente 10 regole!

1. Non aver paura di fotografare da vicino

Questo primo punto mi fa venire in mente una citazione di Robert Capa: “Se le tue fotografie non sono abbastanza belle, non sei abbastanza vicino“.

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Klein ha sperimentato diverse lunghezze focali durante la sua carriera, ma lui è più noto per il suo personalissimo stile, di cui avete un chiaro esempio nella foto in alto, per questo tipo di scatti utilizzava un obiettivo grandangolare. Questo è ciò che Klein ha detto circa il suo approccio nel suo libro “William Klein: Close Up“:

Io fotografo ciò che vedo di fronte a me, vado molto vicino al soggetto e uso un obiettivo grandangolare per non lasciare fuori dall’inquadratura parti di immagine.

Guardando il suo lavoro sembra di essere lì.
In un’intervista Klein spiegò perchè usava ottiche grandangolari (21 mm – 28mm) rispetto a qualcosa di più standard come faceva Henri Cartier-Bresson che usava il 50 millimetri:

È davvero così fastidioso? In ogni caso, le distorsioni nelle foto non sono volute. Mi serve il grandangolo per inquadrare il più possibile. Scattare la foto del Primo Maggio a Mosca, con un 50mm incastrato nella sfilata come ero, sarei stato in grado di inquadrare solo la vecchia signora in mezzo. Ma quello che volevo era tutto il gruppo, i tartari, armeni, ucraini, russi, l’immagine di un impero che circonda una vecchia signora su un marciapiede!”.


2. Tenere un diario fotografico
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Quando Klein ha iniziato a fotografare per le strade di New York nel 1954, lo ha fatto con un atteggiamento spensierato. Ha semplicemente catturato quello che ha trovato interessante. Nel suo libro “Close Up” Klein dice:

Prima del mio libro su New York, ero un pittore. Quando sono tornato in città nel 1954, dopo sei anni fuori, ho deciso di tenere un diario fotografico del mio ritorno. Così feci le mie prime fotografie.

Da Klein possiamo imparare l’importanza di un approccio amatoriale, non prendetevi troppo sul serio!

Essere chiamato un “dilettante” è spesso considerato un marchio negativo. Tuttavia la parola dilettante nasce dall’idea che qualcuno ha fatto qualcosa per passione, piuttosto che per i soldi, la fama o il prestigio.

3. Non seguite la moda, infrangete i Tabù 

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Klein infranse i “tabù”, quando scattava potevano capitare incidenti, come foto mosse, eccessivamente granulose, ad alto contrasto, sfocate o mal composte. Tuttavia Klein riuscì ad usare questi errori a suo vantaggio. I suoi scatti non sono puliti, sterili e clinici, ma anzi, sono pieni di energia, vitalità e danno un senso di ribellione.
Naturalmente, ora guardando indietro consideriamo Klein come un visionario e un genio, tuttavia i suoi contemporanei non hanno capito né apprezzato il suo lavoro.
In un intervista del 1981 (nel suo libro Aperture Monograph), racconta quanto gli editori americani aborrivano il suo lavoro:

Nel 1950 non riuscivo a trovare un editore americano per le mie immagini di New York… Tutti quelli a cui ho mostrato le foto esclamavano ‘Questa non è New York, troppo brutta, troppo squallida e troppo unilaterale’ hanno anche detto ‘Questa non è la fotografia, questo è merda!’“.

Klein non seguiva la moda e non si faceva condizionare dalla massa, solo per questo motivo merita tutto il mio rispetto, quando mi trovai in Polonia a fotografare con una Lubitel 166 Universal (una fotocamera del 1984) scrissi una premessa alla presentazione delle mie foto, vi consiglio di leggerla, la trovate in questo articolo: Foto con Biottica Lubitel 166 Universal – Viaggio attraverso la Polonia

4. Dare il senso del luogo
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L’etnografia è un mezzo per rappresentare graficamente e per iscritto, la cultura di un popolo.
Ed il lavoro di Klein esplora e rappresenta la cultura delle persone a New York, quindi lo possiamo considerare uno pseudo etnografo. Ma cosa ha trovato nel popolo di New York degli anni ’50? Per citare le sue stesse parole ha trovato “umorismo nero, assurdità e panico”.
Le sue immagini di certo non sono fotografie romantiche come quelle di Henri Cartier-Bresson. Piuttosto, le sue fotografie di New York rappresentano una realtà cruda e sudicia. Esse mostrano un lato di New York che molti americani trovano ripugnante.
Quando provate a fare fotografia di reportage, non provate a realizzare solo immagini interessanti. Cercate di rendere al meglio il “senso del luogo“.

5. Costanza ed energia nei progetti
Quando Klein ha iniziato a fotografare per le strade di New York negli anni ’50 non pensava di pubblicare un libro o qualcosa del genere. Klein non crede nel concetto di “portare una macchina fotografica ovunque si vada”. Piuttosto, egli preferisce buttarsi con impegno ed energia su un progetto.
Infatti Klein fu in grado di terminare i suoi libri in modo rapido ed efficiente. Solo poco più di quattro anni della sua vita sono stati effettivamente spesi seriamente a scattare fotografie.

6. Divertitevi
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Qual è stato l’impulso principale che ha spinto Klein a scattare fotografie? Klein cita il senso del divertimento e il piacere che ha ottenuto durante le riprese per le strade:
Stavo fotografando per me stesso. Mi sentivo libero. Fotografare è stato molto divertente per me. Ero davvero entusiasta in attesa di vedere se le immagini sarebbero venuto fuori il giorno successivo. Io non sapevo nulla di fotografia, ma ho amato la macchina fotografica.

7. Interagisci con i tuoi Soggetti
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Anche se per “regola” nella Fotografia di strada si dovrebbero catturare momenti di vita quotidiana il paradosso è che alcune delle fotografie di strada più memorabili della storia sono state realizzate mettendo il soggetto in posa o come risultato dell’interazione con il fotografo. La prima fotografia di questo articolo è lo scatto più famoso di Klein “bambino con la pistola“. Anche se il momento sembra crudo e sincero, la fotografia era in realtà il risultato di ciò che Klein disse al ragazzo “Sguardo da duro”, il ragazzo si voltò verso di lui e gli puntò la pistola contro, rivolgendogli uno sguardo incredibilmente brutale.
Se si guarda il provino a contatto di Klein del tiro, si può vedere la fotografia successiva, il ragazzo è sorridente e in posa con uno dei suoi amici.


8. Non preoccuparti della Fotocamera

 

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Klein non era molto interessato all’equipaggiamento:
Il filtro giusto, la pellicola giusta, la giusta esposizione – non erano argomenti che mi interessavano molto. Ho avuto una sola fotocamera per iniziare. Di seconda mano con due lenti e senza nessun filtro. Quello che mi interessava era immortalare qualcosa sulla pellicola per poi passarla sotto il mio ingranditore, magari per ottenere un altro quadro.
Ho passato molto tempo sui forum di “esperti” o presunti tali, ho visto e partecipato a discussioni su fotocamere, obiettivi ecc… per farmi una cultura e capirci qualcosa, soprattutto all’inizio, ora parlare di fotocamere mi annoia a morte, l’unico risultato che ho ottenuto all’epoca è stato deprimermi perché non potevo permettermi quelle attrezzature di alto livello.
Poi con l’esperienza ho capito che per fare immagini memorabili basta poco (a livello di equipaggiamento), per esempio in queso momento sto scattando con una Kodak retina IIIC, una fotocamera del 1957, la sto usando per un mio progetto fotografico e credo la userò anche in futuro per fare street, mi sto divertendo davvero tanto e con mia grande soddisfazione sto ottenendo dei risultati degni di nota.
Pensate che Bresson ha fatto alcune delle sue immagini capolavoro nei primi anni del 1920, con una primitiva Leica a pellicola ISO 25! Ma ancora oggi ci si lamenta delle nostre fotocamere perché non sono in grado di andare al di sopra di ISO 1600. Dovremmo seguire il consiglio di Klein, ovvero di non preoccuparci tanto della fotocamera. La cosa più importante è uscire e fare fotografia!

9. Non preoccuparti della Tecnica
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Molti fotografi sono letteralmente ossessionati dal corretto uso delle impostazioni tecniche. Hanno bisogno di avere la lente “ideale” per una certa situazione, per usare il diaframma e il tempo di posa “ideali”. Klein ha dato il dito medio a tutto questo. È stato il maestro della sperimentazione, ha fatto tutto ciò che era non convenzionale, soprattutto quando si trattava di dettagli tecnici.

“Ho sempre amato il lato amatoriale della fotografia, fotografie automatiche, fotografie accidentali con composizioni non centrate, tagliando teste, qualsiasi cosa.”

L’immagine in alto è una delle sue foto più famose, l’ha realizzata facendo tremare leggermente la fotocamera verso il basso e verso l’alto in modo tale che l’immagine desse l’impressione che la foto stresse correndo verso l’osservatore. Certamente una tecnica non convenzionale ai suoi tempi. Klein ha usato spesso tempi di posa lunghi per dare un effetto di movimento e di sfocatura alle sue foto. Alla domanda sul perché l’utilizzo dello sfocato nelle sue fotografie, Klein rispose:

Se si guarda attentamente la vita, si vede sfocato. Scuoti la tua mano. La sfocatura è una parte della vita.”

Klein non era un tecnicista, tutto l’opposto, inoltre non ha mai cercato di esserlo. Anzi, commetteva volontariamente degli errori!
Per me, fare una fotografia era fare un anti-fotografia.
Personalmente penso che ognuno debba scegliere il proprio stile, fate quello che vi piace fare e non smettete mai di sperimentare!
10. Essere se stessi
Noi, in quanto fotografi di strada non siamo documentaristi o fotografi di reportage. Non stiamo cercando di creare immagini che tentino di mostrare una visione oggettiva della realtà. Piuttosto, le immagini che creiamo sono generalmente per noi stessi – rappresentative della nostra visione della mondo. Penso che gli street photographer debbano avere un parere circa la società che li circonda. Penso che la lotta per la ricerca di “oggettività” per fare semplicemente il proprio lavoro sia noioso e poco interessante. La street photography di Klein è molto soggettiva.
Egli racconta come ha affrontato la fotografia di strada a New York:

A New York mi sono preso la responsabilità per le persone che ho fotografato. Sentivo di conoscerli – le persone, il loro modo di relazionarsi tra loro, le strade, gli edifici, la città. E ho cercato di dare un senso a tutto questo. Ho solo fotografato quello che ho visto anche se a dire il vero ho usato la macchina fotografica come un arma a New York.

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Quando Klein visitò Tokyo, il suo approccio alla fotografia di strada fu molto diverso:

A Tokyo la fotocamera  è stato più che una maschera, un travestimento. Ho avuto solo la vaga idea di quello che stava succedendo. Non ero lì per giudicare cosa accadeva. Io ero uno straniero e alle volte mi sentivo abbastanza a disagio. Avete mai mangiato una cena ufficiale giapponese per quattro ore sulle ginocchia? Era una realtà diversa.

Bresson era quasi un semidio nel mondo della fotografia, ha fissato la maggior parte degli standard per i fotografi. Ma Klein rimase fedele a se stesso e si ribellò. Questo è quello che aveva da dire su HCB:

Mi piacciono le foto di Cartier-Bresson, ma non mi piace il suo insieme di regole. Così le ho invertite. Penso che la sua visione della fotografia, che deve essere obiettiva, sia una sciocchezza.

Klein parla anche della percezione della realtà e continua col suo attacco “all’obiettività”:

La maggior parte delle cose che ho fatto con la fotografia sono oggi considerate accettabili, tranne forse l’uso che ho fatto del grandangolo. A me sembrava più normale dell’obiettivo da 50 mm. Si potrebbe anche dire che il 50mm è un’imposizione di un punto di vista limitato. Nessuna lente è davvero normale o giusta, perché la vita la vediamo dai nostri due occhi, mentre la fotocamera ha un occhio solo. Quindi, tutte le fotografie sono deformazioni di ciò che effettivamente vedete con i vostri occhi, non importa quale obiettivo utilizziate!

Possiamo dire che William Klein fu uno dei fotografi di strada più ribelli della storia della fotografia, e forse anche il più ingiustamente sottovalutato.

In definitiva, non omologatevi, seguite il vostro gusto e il vostro istinto e fate quello che più vi diverte.

Fonte: Marco Crupi
Fonte : Fotocomefare

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