Le persone propositive a volte spaventano, vediamo perché.

Ebbene si spaventano! Si perché ci fanno da specchio, ci mettono le spalle al muro con noi stessi e ci obbligano a farci un’autoanalisi che a volte non siamo pronti a fare.
Per assurdo è come se fossimo assuefatti dagli esempi negativi quotidiani, che quando ne abbiamo uno positivo entriamo in crisi e per smontarlo ai nostri occhi, cerchiamo in lui un possibile difetto al fine di rassicurarci.
E’ quello che spesso ho visto in questo ultimo anno, quando ho deciso di realizzare i miei progetti fotografici sulla disabilità. Mi sono innamorata di soggetti forti, carismatici, propositivi, che non si piangono addosso ma lottano ogni giorno contro le discriminazioni e vogliono, pretendono una vita come quella degli altri, se non migliore.
Certo le difficoltà, gli ostacoli li vivono ogni giorno ma ormai fanno parte della loro vita, hanno imparato tuttavia che lottando e afferrando con grinta, determinazione, fiducia la propria vita possono vivere con maggior soddisfazione e serenità.

Tra le moltitudine di messaggi di apprezzamento e stima verso Valentina Tomirotti che ha posato per Boudoir Disability in lingerie, c’è anche chi ha pensato che Valentina strumentalizzasse la sua disabilità per esigenza di visibilità e mania di protagonismo.

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Come è capitato a Marialaura Tessarin che è stata additata pubblicamente di diffondere un’immagine sconveniente perché era in canottiera distesa sul letto. Ma qui ovvio c’erano fini politici interni usati per farla dimettere.
Marialaura è completamente immobile, non può nemmeno spostarsi da sola una ciocca dei capelli e sapere io che esiste qualcuno che la definisce sconveniente solo perché vuole mostrarsi sensuale e donna ed essere da esempio a molte donne, lo trovo a dir poco imbarazzante e deplorevole.

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L’ultimo caso è capitato a Riccardo Aldighieri, stilista vicentino, ragazzo di 18 anni molto seguito dai giovani su facebook e sul suo canale youtube.
Essendo stato vittima di bullismo in passato per il suo essere omosessuale e persona con disabilità, oggi è più forte e lancia quotidianamente messaggi positivi ai suoi coetanei.
Mia figlia che lo segue da un anno me lo ha fatto conoscere e gli ho proposto subito un progetto fotografico a cui ha partecipato nei mesi scorsi, raccontando la sua giornata e un po’ di sé.
Pochi giorni fa abbiamo collaborato insieme ad un nuovo progetto, questa volta ancora più importante perché rappresenta una rivoluzione in termini di moda, fotografia, comunicazione: immortalare Riccardo come modello per un libro che sto scrivendo e uscirà  prossimamente, dedicato al Ritratto Maschile.
Sono fotografie con un fine didattico, in cui spiego quali sono le pose più adatte per valorizzare un uomo in fotografia. Un uomo stop, non una persona con disabilità!
Ma non solo … la sfida era quella di far vedere una foto valorizzante con Riccardo che in certe posizioni non può stare o fa fatica a mantenerle per qualche secondo!
Nella foto che pubblico sotto ad esempio voi vedete solo un bel ragazzo, in una posa che lo ritrae al meglio, sguardo sicuro, fiero.
Ho chiesto a Riccardo se se la sentiva di farla, considerando che lui non può stare in piedi nemmeno 2 secondi senza un appoggio, ma forte e determinato com’è ha accettato, per cui  una volta pronto ha lasciato la mano della mamma e io ho scattato rapidamente, tutto entro 2 secondi.
Perché vi ho raccontato questo, vi chiederete ?
Perché spesso di fronte ad una foto che ritrae una persona sicura di sé scattano pregiudizi e commenti su facebook tipo quello di utilizzare la propria disabilità per avere visibilità e mettersi in luce, quando non si conosce minimamente la difficoltà anche solo di stare 2 secondi in piedi o mantenere certe posizioni che per noi sono banalissime.
Questa foto Riccardo non l’ha ancora vista ma la trovo tenerissima e molto rappresentativa di chi è Riccardo nel profondo e dell’amore che c’è tra lui e sua madre.

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