Patricio Suarez

Patricio Suarez porta ormai da tempo con se la sua macchina fotografica ovunque va, è sempre stato affascinato da come la fotografia possa perpetuare un momento nel tempo.
Da autodidatta acquista alcuni libri, inizia a sperimentare e fa errori dai quali apprende, in seguito diventa direttore della fotografia nel mondo del cinema, la fotografia si sposta per lui nel sedile posteriore per circa un decennio.
Un giorno, riscopre nuovamente la sua macchina fotografica e non smette più di fotografare; questa volta il suo desiderio di cercare torna con una forza che neanche lui si aspetta.
La fotografia diventa la sua terapia, è un osservatore costante, interessato a ciò che non si può vedere, si definisce a kind of negative photographer.

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La fotografia per te è?
La fotografia è davvero come una terapia per me. Mi pongo delle domande e cerco di trovare risposte attraverso la fotografia, affronto le mie paure attraverso la fotografia e cerco di farlo nella maniera più stimolante possibile. È qualcosa che mi permette di staccare e fare cose straordinarie.
La tua prima memoria fotografica?
Passavo ore in camera mia a scattare foto, cercavo di fotografare qualsiasi cosa intorno a me, ero affascinato. Avevo 12 anni.

La tua prima macchina fotografica?
Ho avuto molte fotocamere di piccole dimensioni come la Pentax 110, ma la mia prima macchina fotografica seria è stata una Canon AE-1.
E l’ultima?
Continuo sempre a comprarne di nuove, la mia ultima è una macchina fotografica 4×5 Chamonix.
Analogico o digitale?
Analogico, non posso farne a meno. Uso il digitale come una moderna polaroid esclusivamente per fare le prove. Solo analogico.

Da fotografare: corpo femminile o corpo maschile?
Femminile.
Un fotografo che stimi particolarmente?
Tutti i grandi come chiunque, Richard Avedon, Jock Sturges, Jean Loup Sieff, Mona Kuhn,  Chema Madoz, troppo per elencarli tutti. Ma ammiro tonnellate di fotografi che mi seguono su Flickr, c’è un talento stupefacente su quel sito. Guardo Flickr ogni giorno per ispirarmi e spingermi a migliorare.
Una soddisfazione come fotografo?
Permettermi di creare, per me è la cosa più importante.

Che musica ascolti ultimamente?
Di tutto, un mix davvero eclettico.
Un film, una canzone, un libro?
Film: The King’s speech.
Canzone: The Girl from Ipanema.
Libro: Il profumo.

Progetti presenti o futuri?
Gli autoritratti, mi pietrificano, saranno la mia prossima paura da affrontare.
Qualcosa che vorresti dire, ma non ti è stata chiesta?
La fotografia non riguarda l’attrezzatura, la macchina fotografica è solo uno strumento.

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Il suo sito personale www.psuarez.com

Fonte : Enquire.it