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Milano Pride 2017

Ogni anno Milano Pride regala un’atmosfera meravigliosa, fatta di sorrisi, allegria, leggerezza, voglia di socializzare, cantare e fare festa. Ma il Milano Pride non e’ solo questo, è soprattutto la richiesta da parte del popolo sceso in strada, di leggi, tutele, riconoscimenti importanti per i diritti di tutte le persone. L’Amore non ha etichette, l’Amore e’ per tutti.

da Repubblica.it : Sono diverse migliaia le persone che hanno partecipato al Milano Pride, la parata per i diritti Lgbt, giunta alla sua quindicesima edizione nel capoluogo lombardo. Il corteo è partito da piazza Duca d’Aosta, di fronte alla stazione centrale, attorno alle 15.

La manifestazione si è conclusa nella zona di porta Venezia dove si sono tenuti gli interventi istituzionali, tra cui quello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che con il Comune ha deciso di patrocinare l’evento.

Un fiume colorato di bandiere e di striscioni per il primo Gay Pride dopo la legge sulle Unioni civili. Dalle 14 piazza Duca D’Aosta è stata invasa dal popolo Lgbt in tutte le sue sfumature e varianti. Davanti le Famiglie Arcobaleno con i bambini in passeggino, in coda i carri della “parade” con le zone più trasgressive del movimento, le auto d’epoca con i travestiti, i transgender brasiliani, i ballerini depilati in succinti costumi fosforescenti. Ma oltre agli aspetti folkloristici, questo Pride 2017 si caratterizza per la forte sottolineatura di quella parte del mondo Lgbt che aspira alla “normalità” nel quotidiano e al riconoscimento dei diritti, gli stessi diritti delle famiglie e delle coppie tradizionali. Per questo in corteo ci sono circa 100 studenti del Politecnico con la pro rettrice che li accompagna, ci sono sono diverse associazioni di giovani da tutta la Lombardia, come anche sono presenti delegazioni di aziende multinazionali che al loro interno hanno già politiche di riconoscimento delle “diversity”.

Il tutto in un clima di gran divertimento, di ballo e di musica, con birra che scorre a fiumi e decibel rovesciati sulla folla di decine di migliaia di persone dai camion attrezzati come discoteche ambulanti. Lungo tutto il corteo ingenti misure di sicurezza, ma senza dare nell’occhio. Ci sono poliziotti e carabinieri, oltre 450 vigili urbani, ambulanze e decine di volontari dei City Angels. Poche le bottiglie di vetro, molte le bottigliette e i bicchieri di plastica, nel rispetto dell’ordinanza voluta dal Comune per evitare possibili rischi di incidenti. Misure adottate dopo la maxi fuga a Torjno durante la finale di Champions. 

La madrina dell’evento di quest’anno è la show girl Paola Barale, mentre a interpretare l’inno della manifestazione 2017, La cura per me, sarà la cantante Alexia. Lo slogan è l’hashtag #dirittisenzaconfine che campeggia sullo striscione in testa. Il corteo sfila sotto un sole cocente e si prevede che la festa andrà avanti fino a sera nella Pride Square di Porta Venezia, anche dopo il comizio finale in piazza Oberdan. Il sindaco Beppe Sala arrivato in manifestazione dopo le 17, è stato accolto dagli applausi in attesa del suo intervento dal palco, dove è invitato assieme a vari rappresentanti del mondo Lgbt, tra cui anche un figlio di una coppia che si è unita civilmente a Palazzo Reale.  “Una manifestazione come quella del Milano Pride rappresenta una occasione per richiamare tutta la mia giunta a fare la sua parte. Majorino ha fatto molto in questi anni però, per esempio sulle discriminazioni sul lavoro l’assessore competente dovrà darsi da fare affinché a Milano le cose migliorino”, ha detto Sala mettendosi alla testa del corteo accompagnato dalla parlamentare del Pd Lia Quartapelle e dal conduttore tv Costantino della Gherardesca. “Anche l’assessore Guaineri può fare la sua parte nell’ambito del turismo e degli eventi – ha aggiunto – così come il Paese e Milano vuole essere una città che da questo punto di vista continua a stimolare il governo”. “Tra le cose che la giunta può fare c’è quella ad esempio di avviare delle relazioni con le aziende – ha concluso -, perché si faccia qualcosa contro le discriminazioni, perché ci sia maggiore attenzione al mondo Lgbt durante gli eventi”.

In corteo ci sono anche i Sentinelli, protagonisti di tante battaglie per i diritti e contro l’omofobia, e un folto coro di vocalist gay in maglietta nera, il “Checcoro”. Sotte le bandiere americane, sfila anche il consolato Usa, da sempre vicino alle iniziative per i diritti del mondo Lgbt milanese.

“Milano vuole continuare ad essere capitale dei diritti e città simbolo della tolleranza in cui nessuno si senta diverso” commenta l’assessore alle Politiche per il lavoro e Commercio, Cristina Tajani. “Da tempo sappiamo che i diritti sociali e quelli civili devono camminare insieme per garantire coesione e sviluppo. Mai come quest’anno il lavoro preparatorio del Pride ha visto collaborare diversi settori dell’amministrazione coinvolgendo

non solo gli organizzatori ma anche diverse attività commerciali dell’area dove si svolge il Gay Village”. La deputata e vicepresidente del Pd, Barbara Pollastrini aggiunge: ”Ho la consapevolezza che molto resta da fare nella cultura, nella mentalita’ e con provvedimenti come quelli sul contrasto all’omofobia, sul testamento biologico, sulla cittadinanza, sul reato di tortura. Rimango convinta che i diritti avanzano quando camminano insieme”.

Fonte testo : Repubblica.it
Foto Micaela Zuliani smartphone

Inizio corteo 

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