Energia

Siamo energia
e siamo bambini
Viviamo per anni nel silenzio, che quando iniziamo a parlare è come se aprissimo il rubinetto delle emozioni senza essere in grado di regolare l’intensità del flusso, come fanno i bambini quando imparano a lavarsi le mani da soli. Aprono non dosando, non sono in grado di farlo ancora, perchè nessuno glielo ha insegnato fino a quel momento, ma quando lo fanno tutta l’acqua esce con forza. Ecco paragonerei questa immagine al momento in cui iniziamo a far fluire verso l’esterno i nostri pensieri, le nostre espressioni, le nostre emozioni.
La modalità cambia a seconda del nostro temperamento, c’è chi vomita con foga ogni cosa trattenuta o repressa, e spaventa l’altro perchè appare una persona rabbiosa o semplicemente diversa. Una valanga, un vulcano spento che all’improvviso esplode senza avvisaglie e scoperchia, ingloba ogni elemento che trova sul suo percorso.
E chi invece il rubinetto lo apre timidamente, con paura, riserva come ne avesse il timore, paura e guarda l’altro in attesa di un incoraggiamento.
Posso ?
Posso parlare? Posso mostrare emozioni? Posso vivere in modo autentico?
Io faccio sicuramente parte del primo caso, infatti le mie prime foto erano dirompenti, rabbiose, esplosive, ti colpivano come colpisce uno schiaffo inatteso, chi c’era c’era e non mi importava, ne avevo bisogno ed è questo che importava. Finalmente il rubinetto l’avevo aperto e non avrei più permesso a nessuno di bloccarlo. Il flusso era finalmente uscito e come lava bollente doveva placarsi.
Oggi un altro tumulto, forse quello più intimo, autentico, quello che non necessita di approvazioni esterne, quello che ti mette nella condizione di sentirti finalmente e per la prima volta nella tua vita nel tuo vestito.
La tua identità.
Ho da dire, ho da tirare fuori, la mia testa appare come un nido d’api, ogni ape vuole parlare, e nel fruscio o frastuono generale, sento l’energia finalmente defluire, prima impetuosa, irruente e poi sempre più docile, calma, avvolgente, materna.
Di getto ora, senza riletture, facendo parlare il cuore, dopo pensato , ma a quello ci arriverò passando per tutte le fasi.
Tutti noi dovremmo farlo, dovremmo autorizzarci a parlare, pensare, essere, mostrare emozioni, senza venire costantemente giudicati col risultato di tarpare le ali dell’altro prima che questo inizi a essere.
Segue