Fotografare in analogico – inizio

Amo il bianco e nero, la macchina da scrivere, i dischi, gli anni 70, capite quindi che non potevo che preferire la fotografia analogica rispetto a quella digitale!
In questi anni che mi sono appassionata di fotografia ho continuamente rimandato a studiare e provare a fotografare per mancanza di tempo, ma finalmente negli ultimi mesi mi sono decisa è ho iniziato a scattare in analogico.

La prima fotocamera che ho usato è stata la Minolta X-300 presa in una bancarella, pagata € 50, tuttavia ho notato subito che la messa a fuoco mi creava dei problemi, accentuata dalla presenza degli occhiali, cosi ho cercato una fotocamera diversa, una Nikon FM2, pagata € 200.
Con la Nikon è stato amore a prima vista, mirino ampio, messa a fuoco fluida, ghiere e tasti comodi, intuitivi, oltre alla leggerezza della macchina che non ti appesantisce negli spostamenti.
L’ho comprata con una lente 50mm F1.4 che tuttavia non aveva l’esposimetro interno funzionante, per cui i primi scatti li ho fatti provando prima con una digitale e poi con l’analogica. E’ stato un esercizio che mi ha permesso di sperimentare e capire concretamente le impostazioni da scegliere.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di decidere che rullino acquistare, leggendo e chiedendo in giro a chi ne sapeva più di me ho scoperto che Kodak 400 tx, Kodak 400 t-max e Ilford HP5 plus erano considerati i migliori con asa 400.

Ma ho provato anche rullini con asa 125, 200, cercando cosi di fare le dovute comparazioni.

Scatto senza esposimetro: come dicevo sopra, non avendo l’esposimetro interno funzionante ho usato la digitale come supporto alla analogica, ho scelto la stessa lente 50mm per le fotocamere, ho inserito il rullino con asa 400 nella analogica e impostato gli iso 400 sulla digitale, infine impostato tempo e diaframma uguali in entrambe le fotocamere. 

Ho scattato prima con la digitale per avere la conferma che le impostazioni fossero corrette e poi con l’analogica. Per ogni fotografia scattata mi sono annotata sul quaderno il numero del file digitale, le impostazioni, il tipo di luce, l’ora così da confrontare tutto successivamente sia in fase di post produzione che di stampa del negativo.

Su ogni rullino ho poi scritto data e tema del servizio fotografico cosi da facilitare l’archiviazione e i successivi confronti.
Per avere un’idea approfondita delle varie fasi del lavoro, ho deciso di non affidarmi ad un centro stampa economico ma di scegliere un laboratorio di qualità per lo sviluppo e la stampa:  DE STEFANIS  da cui si rivolgono ancora grandi fotografi come Gianni Berengo Gardin.

Sotto potete vedere i negativi, i provini, le stampe e i file digitali . Come prime foto analogiche sono estremamente soddisfatta.
Per quanto riguarda i rullini ho confrontato Kodak 400 tx e Ilford HP5 plus e devo dire si equivalgono abbastanza, in alcune foto preferisco il primo, in altre il secondo. Ancora una preferenza netta e chiara non ce l’ho, ma dovendo provare poi lo sviluppo del negativo ho deciso di iniziare con Ilford che mi sembra abbia maggior contrasto.

Scatto con l’esposimetro … scopriamo come funziona (leggi) .

  

Sotto i files digitali post prodotti scattati con la fotocamera digitale (canon 7d)

Sotto le foto delle stampe: (dal vivo sono completamente diverse)

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