Sport & Glamour Disability

Dopo il successo della campagna sociale Boudoir Disability in cui si è scelto di fotografare donne con disabilità in pose sensuali utilizzando l’arma della seduzione per abbattere la discriminazione, (in fondo trovate due fotografie), Micaela Zuliani stupisce ancora con un nuovo progetto sociale sulla disabilità, stavolta aperto anche agli uomini: Sport & Glamour Disability, in cui tutti i soggetti fotografati diventano per un giorno veri e propri modelli posando per una campagna dal sapore più Glamour o mettendo in risalto la propria fisicità in pose statuarie o sportive, utilizzando così l’elemento solitamente discriminato come protagonista ora della scena. 

Boudoir nel gergo fotografico per Micaela Zuliani, titolare del brand Portrait de Femme, significa una fotografia più sensuale rispetto al ritratto classico, in cui le donne non per forza indossano la lingerie, ma vengono ritratte in una maniera più intimista all’interno della loro abitazione o di uno studio dall’arredo casalingo.
Boudoir Disability è un progetto sociale che ha cambiato non solo il modo di “vedere” le donne con disabilità ma la fotografia Boudoir stessa. Se prima infatti il Boudoir era una fotografia di nicchia, oggi risulta popolare, ovvero per tutti.
La Libertà di poter essere se stesse in modo autentico senza sottostare ai cliché imposti dalla società, per una volta ha prevalso. Ha rafforzato ulteriormente questo cambiamento, il fatto che un marchio esclusivo come Christies Lingerie abbia partecipato come sponsor all’iniziativa.
La campagna di sensibilizzazione ha riscosso un notevole interesse andando sui più famosi quotidiani e giornali come Il Fatto Quotidiano, Vanity Fair, Sette, in televisione Rai2 , vincendo un premio come campagna Web Marketing Festival 2016, partecipando alla manifestazione sessualità e disabilità alla Triennale di Milano oltre a vari convegni e dibattiti nazionali inerenti alla disabilità.

La sfida stavolta è quella di ampliare il progetto non solo agli uomini come detto, ma a più tipologie di disabilità: sensoriale uditiva, visiva, sclerosi multipla o mostrando le differenti protesi che vengono utilizzate a seconda dell’infortunio.
Per la campagna di sensibilizzazione si sono scelti giovani, sportivi e persone comuni disposte a mostrare la propria disabilità con naturalezza per abbattere le discriminazioni; a parlare della propria esperienza personale cercando però sempre di mantenere un atteggiamento positivo e propositivo verso la vita; far conoscere il modo più adatto per relazionarsi alle persone con disabilità, superando eventuali imbarazzi dovuti all’inesperienza verso queste problematiche.

Vediamo chi partecipa al progetto Sport & Glamour Disability :
Emiliano Malagoli,
motociclista, fondatore del motociclismo paralimpico, pilota dell’Althea Racing, presidente della Onlus Di.Di. Diversamente Disabili, ambasciatore di Ottobock protesi .
Riccardo Marchesini, campione mondiale 2010 di canoa, 9 titoli Italiani, primo amputato al mondo ad aver percorso 250 km in canoa Tra Ostia e La Sardegna in mare aperto.
Noria Nalli, giornalista, scrittrice, curatrice del blog sulla disabilità La stampella di Cenerentola su lastampa.it .  Ha la sclerosi multipla e cammina col deambulatore. Autrice del libro “Avventure semiserie delle mie gambe”, con la prefazione di Carla Fracci .
Simona Zanella responsabile dell’associazione Cane guida Blindsight Project
Riccardo Aldighieri, stilista emergente, seguitissimo sui social tra i giovani per le sue battaglie contro il bullismo
Daniela Pierri, campionessa italiana classificazione T44 per i 60m piani indoor
Christian Terlizzi, Viola e Laura Strazzari, Clizia Sargentini,
Marica Russo, nuotatrice paralimpica.

Si ringraziano gli sponsor:
Ottobock dal 1919 azienda fornitrice di prodotti come protesi, busti, ortesi, carrozzine per bambini, cuscini e accessori.
Scarpe&Scarpe da 40anni, calzature e abbigliamento sportivo per tutta la famiglia.
Associazioni YouAble e FormidAbili: Associazioni YouAble e FormidAbili: sono due associazioni senza fine di lucro che hanno lo scopo di supportare le persone con disabilità che hanno difficoltà nell’acquisto di protesi e ausili che possano essere loro utili nel quotidiano e/o nell’attività sportiva.
Fondamentale é la collaborazione con riabilitatori, medici, officine ortopediche come L’Ortopedia Tirelli e aziende di protesica come Ottobock. Questa sinergia ha una valenza molto importante e dimostra quanto sia importante collaborare per un fine comune.
Il progetto comune racchiude quindi la speranza di avvicinare le persone con disabilità al mondo sportivo, per poter dare così nuove prospettive e obiettivi da porsi.

GLIX Essenziali, innovativi e femminili gli abiti delle collezioni Glix si caratterizzano per ricerca formale e materica.
Si ringrazia Anna Rossi per il magnifico lavoro svoltohair – make-up artist, collaboratrice di Portrait de Femme. 

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**** EMILIANO MALAGOLI ****

“Nella mia vita posso festeggiare due compleanni, il primo lo abbiamo tutti, è quello di nascita. Il secondo, forse il più importante, è il giorno del mio incidente, il 30/07/2011: giorno della mia rinascita. Proprio così, posso dire tranquillamente che il giorno del mio incidente è stato l’inizio della mia seconda vita.. molto più bella di quella precedente. Ero una persona molto egoista, guardavo prevalentemente ai beni materiali e mi nascondevo dietro agli alibi per non assumermi le mie responsabilità. Doversi rimettere completamente in gioco è stato il modo per recuperare completamente me stesso.
Nei 7 mesi di convalescenza non ho perso tempo a compatirmi e vedere i cambiamenti subiti dal mio corpo ma a pensare a tutte le cose che potevo ancora fare e soprattutto in che modo. Sono partito dalle basi: iniziare a fare il padre con le mie due figlie, cosa che erroneamente avevo un po’ sorvolato. Ottenere la fiducia delle persone più vicine a me mi ha aiutato a riprendere fiducia in me stesso, da lì ho iniziato a dare il 100% su tutto, nel lavoro, nei rapporti familiari, nello sport, nel sociale, e ho visto che impegnandomi realmente potevo riuscirci.
La mia passione è sempre stata la moto sia in strada ma soprattutto in pista, proprio per questo il mio primo pensiero è stato capire se avevo ancora il coraggio di correre nelle piste a 300 km/h anche senza una gamba, trovando soluzioni usando una protesi.
Mi sono rimesso in gioco completamente, e dopo precisamente 400 giorni dal mio incidente, sono tornato a correre a livello agonistico. Quel giorno ho provato l’emozione più bella della mia vita. Ero riuscito a superare le mie paure!
Nella settimana successiva al mio ritorno in pista, ho avuto moltissimi attestati di stima, in particolare da parte di ragazzi con disabilità. Mi sono concentrato proprio su questo ed ho pensato a cosa potevo fare per aiutare altre persone che avevano la mia stessa passione per le moto nonostante i loro problemi fisici e le loro paure.
Insieme alla mia compagna, anche lei motociclista, abbiamo creato una scuola per ragazzi disabili che volevano tornare in moto e riprovare le mie stesse emozioni: la Onlus “Diversamente Disabili”…
Sono passati 3 anni e la situazione adesso è molto diversa, abbiamo rimesso in moto tra strada e pista circa 100 persone, 40 piloti con diverse disabilità corrono a livello agonistico, consigliando anche le migliori soluzioni ortopediche per guidare e vivere al meglio.
Ora potete capire che senza il mio incidente tutto questo non sarebbe accaduto.
Dal punto di vista affettivo ho ricostruito un buon rapporto con le mie figlie e i miei familiari, tutto questo spiega quanto io preferisca la mia seconda vita. Con la nostra volontà, impegno e passione possiamo raggiungere risultati incredibili e in questo penso di esserne una dimostrazione. I sogni sono fatti per essere realizzati.
Questo sono io: EMY39
IL MIO MOTTO:
La voglia di crederci
Il coraggio di provarci
La forza di riuscirci ”
Qui di seguito il video racconto della vittoria di Emiliano al Dream World Bridgestone cup 2017

Guarda o ascolta l’intervista di Ludovico Caprioli a Emiliano Malagoli qui 

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Uomo sulla quarantina, con un’amputazione della gamba destra a circa metà polpaccio. È appoggiato alla parete frontalmente e in piedi sostenendosi solo sulla gamba sinistra con scarpa, viso inclinato leggermente verso destra, labbra chiuse. Ha i capelli corti. Indossa degli occhiali da sole, dei pantaloncini e una giacca con maniche lunghe sportiva, in tessuto con cappuccio senza averla chiusa davanti e senza maglietta. Scarpa da ginnastica al piede sinistro. Collana a maglia spessa al collo. Non indossa la sua protesi, fatta da un invaso, tubo metallico e piede, senza scarpa, ma la tiene fra le mani inclinata, mostrandola. Sullo sfondo una parete uniforme, bianca. Mostra un atteggiamento sicuro, fiero apparentemente sfrontato.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Uomo con capelli corti sulla quarantina in piedi, con un’amputazione della gamba destra a circa metà polpaccio, in posizione frontale, gambe divaricate e braccia incrociate ad altezza dell’addome. Indossa solo un paio di pantaloncini neri, nessuna maglietta, una collana a maglia spessa al collo e un bracciale al polso destro. Viso rivolto verso l’alto, labbra chiuse. Ha dei tatuaggi sul corpo, rappresentano delle scritte e dei disegni. Ha una protesi alla gamba destra fatta da un invaso, tubo metallico e piede, ha una ginocchiera che la ricopre parzialmente. Scalzo. Sullo sfondo una tenda. Emiliano sembra guardare in alto come assorto tra i suoi pensieri.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Uomo sulla quarantina, con un’amputazione della gamba destra a circa metà polpaccio, seduto per terra, in posizione laterale. Ha una posizione raccolta, la gamba destra con protesi fatta da invaso, tubo metallico e piede, è piegata verso il petto e circondata dalle sue braccia, con le dita delle mani che si incrociano sotto il ginocchio. Il suo viso è rivolto frontalmente con la guancia appoggiata al ginocchio. La gamba sinistra è piegata con ginocchio portato a toccare il pavimento verso l’esterno. Schiena leggermente ricurva. Sorride. Indossa solo dei pantaloncini neri, una ginocchiera che ricopre la protesi, nessuna maglietta e delle scarpe da ginnastica, una collana a maglia spessa e dei braccialetti al polso destro. Sul braccio sono visibili dei tatuaggi che rappresentano scritte e disegni. Sfondo completamente uniforme. L’espressione è molto dolce, la foto molto intima.

**** SIMONA ZANELLA ****
Ciao, sono Simona una donna cieca di 47 anni. Sono nata con una malattia congenita, il glaucoma. I medici, all’inizio, neanche si erano accorti che avevo problemi agli occhi perché in famiglia mai c’erano stati casi di questa malattia che può essere  congenita ma non è  detto sia ereditaria. È stata mia mamma ad accorgersene e da qui i numerosi interventi da me subiti senza però grossi risultati.  Ho vissuto da ipovedente, per darvi l’idea vedevo a circa 2 m di distanza anche se non chiaramente, fino all’età di 13 anni, dopo di che, siccome il glaucoma doveva essere messo sotto controllo cioè la pressione all’interno dell’occhio doveva essere abbassata affinché non perdessi ancora vista, ho subito un’operazione in una clinica svizzera dove… Uscendo dalla sala operatoria mi sono accorta di non vedere più nulla. Emorragia interna, distacco di retina, ulteriori interventi per riattaccare la retina… Tutti falliti. Così, per me, è arrivata la cecità. Oltre al danno la beffa  perché comunque gli occhi, pur non servendomi a nulla, mi hanno sempre dato fastidi e procurato dolori per i quali i medici non hanno mai saputo trovare una soluzione efficace. Così ho dovuto reinventare  la mia vita. A 13 anni non è facile, è il momento in cui vorresti essere più libero, hai un’età in cui cominci ad uscire con gli amici, ma mentre gli altri andavano in motorino io… Restavo a casa da sola. Ho anche dovuto imparare a studiare in una maniera diversa, in quei tempi non c’erano gli smartphone, i computer con le sintesi vocali che ci sono ora quindi è stato difficile studiare tra braille e testi su audiocassette. Braille che ho dovuto imparare ma che, avendo l’ho imparato a quell’età non sono mai riuscita a sfruttare del tutto.  Però, io sono testarda, odio che gli altri mi debbano  fare le cose e odio aspettare che me le facciano… Quindi mi sono data da fare, ho finito le scuole medie, ho frequentato le magistrali e poi sono andata all’università. Nulla è stato fatto con facilità perché trent’anni fa non c’erano tutti gli aiuti e gli ausili che ci sono al giorno d’oggi. Una gran fatica, inoltre tutti gli amici piano piano… Sono spariti come la mia vista. Ho deciso di partecipare a questo progetto di Micaela per far capire che una persona disabile è prima di tutto una persona, io non sono solo cieca, sono prima di tutto una persona, poi sono  una donna che oltre ad avere il suo carattere e le sue peculiarità… Tra le altre cose… E anche cieca. In quanto donna, ci tengo alla mia femminilità, al mio aspetto, a come sono anche se non mi posso vedere… Ho imparato a vestirmi abbinando i colori, a pettinarmi   e truccarmi senza guardare lo specchio… Perché si sa, un po’ di vanità, noi donne, ce l’abbiamo tutte. A vent’anni, per la mia autonomia, visto che con il bastone bianco non riuscivo, ho deciso di prendermi un cane guida, una svolta nella mia vita! Da allora ho avuto molli, lady, ora con me c’è Isa tutti  pastori tedeschi che io ho adorato e che mi hanno permesso di muovermi in autonomia anche se con varie difficoltà perché il cane guida non viene sempre accettato o comunque nonostante le leggi dello Stato tutelino  il cieco con il suo cane, ma sempre con grande soddisfazione. Non sarei uscita di casa senza un accompagnatore a quattro zampe che… Al contrario delle persone o  di quelle che credevi fossero tuoi amici… Non ti dice mai di no ed è sempre pronto e contento quando si tratta di accompagnarti e di uscire insieme a te. Mi sono sposata, e da brava casalinga bado alla mia casa facendo praticamente tutto salvo qualche aiuto ogni tanto per le cose un po’ complicate che posso trovare… sono sposata ormai da più di vent’anni e mi dedico molto al volontariato nella associazione con la quale collaboro, la Blindsight Project,  per far sì  che le persone cieche, oggi, o domani, nella loro vita, possano incontrare meno difficoltà e meno pregiudizi e stereotipi di quanti ne ho incontrati io. È stato bello per un giorno fare da modella, e spero che con questo progetto le persone capiscano che i disabili non sono tutti uguali ma sono persone come tutte le altre che hanno… solo un problema in più che con i giusti aiuti può essere affrontato anche con serenità. Grazie Micaela

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Simona donna sulla trentina, ha capelli lunghi castano scuro, gli occhi azzurri, la pelle è abbronzata, indossa una collana d’oro sottile al collo e orecchini d’oro, una canottiera bianca. A fianco a lei a sinistra c’è Isa pastore tedesco di 8 anni e suo cane guida che indossa il collare in acciaio con targhetta visibile. Entrambe sono sedute a terra, ma nell’inquadratura non si vedono i piedi della donna e le zampe del cane. Simona ha lo sguardo rivolto verso il basso, è truccata, i capelli sono lisci e ordinati, la mano destra è appoggiata a terra, la mano sinistra è sul collare di Isa come a trattenerla. Isa guarda altrove, tre quarti rispetto alla fotocamera. La sua bocca è aperta con la lingua visibile e rosa, sembra che stia sorridendo. Lo sfondo del muro è bianco.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Simona donna sulla trentina, ha capelli lunghi castano scuro, la pelle è abbronzata, indossa una collana d’oro sottile al collo e orecchini d’oro, è truccata, i capelli sono lisci, ordinati, lo sfondo del muro è bianco. Simona indossa una sottoveste rosa confetto, con sotto reggiseno e slip in pizzo dello stesso colore. La donna ha il viso girato di tre quarti rispetto alla fotocamera, è in piedi, gli occhi azzurri sono rivolti verso il vuoto avanti a sé, nella mano sinistra tiene un vaso di terracotta e una rosa bianca di seta. Le dita della mano destra sfiorano i petali della rosa come per percepirne la sensazione tattile.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Simona donna sulla trentina, ha capelli lunghi castano scuro, la pelle è abbronzata, indossa una collana d’oro sottile al collo e orecchini d’oro, è truccata, i capelli sono lisci, ordinati, lo sfondo del muro è bianco, il pavimento è color sabbia. Simona indossa una canotta bianca. La donna è seduta a terra con le gambe incrociate il braccio sinistro percorre la gamba sinistra e la mano sinistra accarezza le caviglie. La mano destra e il viso sono appoggiati sul ginocchio destro. Simona sorride dolcemente con gli occhi chiusi.

**** CHRISTIAN TERLIZZI ****
Christian 28 anni Nichelino in provincia di Torino.
“Nel 2005, all’età di 17 anni, mi è stato scoperto un osteosarcoma (tumore maligno primitivo, raro, che si manifesta per lo più alle estremità delle ossa lunghe; colpisce quasi esclusivamente i soggetti giovani di sesso maschile) alla tibia che mi ha portato ad essere operato più volte e ad affrontare la chemioterapia durata un anno e mezzo circa; successivamente ho avuto altri interventi ,dovuti ad un’altra ricaduta nel 2007 sempre nel tentativo di conservare l’arto. Nell’aprile del 2009, a causa di un’altra ripresa della malattia, si è deciso con i medici di amputare definitivamente la gamba. Da allora la mia vita è ricominciata, ho ripreso a muovermi in maniera normale e ho perso molti chili(56 per essere precisi) presi a causa di 4 anni di stampelle e del cortisone che avevo assunto durante la chemio e gli interventi. L’unico inconveniente della condizione in cui mi trovo sono le irritazioni che spesso mi porta la protesi, complice anche il ritmo veloce in cui vivo e il non tirarmi mai indietro qualora ci sia da fare qualcosa.”

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Sopra la fotografia di Christian ragazzo italiano di 28 anni in piazza Sempione a Milano, di fronte all’Arco della pace, all’ora di pranzo, dove sono presenti locali della movida milanese e i binari del tram. Christian ha un’espressione fiera, sicura, a tratti ironica; indossa una camicia di lino bianca, bermuda di jeans fino al ginocchio, la mano sinistra in tasca, la mano destra tiene una protesi per camminare, infilata ad essa una scarpa da ginnastica bianca. La sua gamba sinistra è scoperta con al piede l’infradito blu, a destra ha la protesi di colore azzurro acceso e verde e l’infradito blu. Alle sue spalle le persone stanno pranzando sedute ai tavolini osservando con curiosità la scena e il servizio fotografico che si sta realizzando. La protesi di colore azzurro a differenza dell’altra può essere usata per entrare in acqua al mare. 

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Christian in questa foto è in piazza Del Carmine a Milano, nel cuore di Brera; indossa la camicia di lino bianca, calzoncini color sabbia, scarpe da ginnastica bianche. E’ seduto su una base rettangolare in marmo su cui è appoggiata la scultura è di Igor Mitoraj intitolata Grande Toscano, conosciuta dai molti come “Petto a metà”.
Igor Mitoraj è uno scultore polacco che ama realizzare prevalentemente busti maschili ispirandosi ai personaggi mitologici come Eros, Venere, Icaro, il Centauro, ma con una vena post-moderna. Infatti le sue sculture sono sempre incomplete, frammentate, mutilate; ad alcune sue statue  mancano le gambe, ad altre il mento, ad altre manca quasi tutto. 
Del volto è rappresentata solo la bocca, nessuno sguardo, il petto è reso nei suoi tre quarti, al posto del cuore all’interno di una cavità dalla forma quadrata, compare una testa posizionata di tre quarti, dallo sguardo e dall’aspetto severo; al di sotto sul costato si staglia prepotentemente un busto di donna, reso anch’esso secondo i canoni mutuati dalla tradizione classica, che privo di testa e braccia sembra stia fluttuando liberamente.

Nell’immagine si è giocato sulla simmetria in foto degli arti mancanti:  alla statua manca il braccio sinistro, a Christian posto a destra della statua, manca la gamba destra sostituita dalla protesi di colore azzurro acceso, verde. Christian è seduto sulla base marmorea a gambe leggermente aperte, la gamba sinistra è piegata, il suo braccio è appoggiato al ginocchio, la protesi scende dondolando, lo sguardo di Christian è frontale, diretto alla fotocamera, l’espressione sorniona e leggermente divertita.
Alle spalle della statua la chiesa di Santa Maria del Carmine

Guarda il video:
Sopra un video in cui Christian seduto su un muretto mostra le due protesi, una da passeggio abituale e una per le immersioni in acqua. Spiega alla telecamera com’è fatto un arto amputato e che esiste la possibilità di usare l’infradito con alcune protesi in commercio predisposte per questo tipo di calzatura.

**** VIOLA E LAURA STRAZZARI ****

Mi chiamo Viola. Seguo il mondo dello sport, principalmente quello del basket, essendo una mia passione e gioco da quando avevo cinque anni e mezzo fino ad oggi.
Sono una giocatrice playmaker di basket della Fortitudo Rosa da cinque anni e in passato ero in squadra Virtus.
Sono nata sorda e mi sento guardata spesso da certe persone che non ci portano rispetto, prendendoci in giro o fissandoci in modo strano semplicemente quando parlo con la LIS (lingua italiana dei segni) con mia sorella Laura.
Non solo, ma anche all’interno della scuola perché ho la voce strana e so bene di non essere l’unica.
Mi sento emarginata in varie situazioni, come parlando con qualcuno senza avere la possibilità di capire esattamente e nel frattempo dare una risposta corretta, però sentendomi comunque, insicura del fatto che abbiano capito o meno il mio discorso; come se io, sorda, fossi, in confronto con una persona, in un luogo buio, cioè alla fine non aver capito nulla.
Mi chiamo Laura, seguo molto il mondo della moda e dell’arte.
Le mie passioni sono il disegno, leggo appassionatamente i manga (Fumetti Giapponesi); pitturo olio su tela da tre anni.
Sono appassionata in nuoto e attualmente faccio acqua Gym.
Sono nata sorda profonda e per colpa di certe persone udenti non ci offrono la possibilità di creare qualsiasi professione facendo si e no carriera nel mondo del lavoro; sapendo che noi sordi possiamo seguire i propri sogni, visto che possiamo fare tutto tranne SENTIRE!

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Viola e Laura sono due sorelle con disabilità uditiva, di 15 e 24 anni di Bologna.
descrizione per le persone con disabilità visiva:
Laura 24 anni in piedi posta frontalmente alla telecamera guarda l’obiettivo, è truccata, i capelli sono castano chiaro raccolti in una coda ben fissata, l’espressione è diretta, decisa, sfrontata, il sopracciglio destro è leggermente sollevato. Indossa una canotta nera., con la mano destra afferra il braccio della sorella.
Viola, 15 anni ha un viso truccato in modo molto leggero, i capelli corti sono di colore castano scuro, abbraccia Laura da dietro e lo sguardo è rivolto verso la fotocamera con espressione pensierosa, sicura. Lo sfondo è rappresentato da un tendone di tessuto simile al velluto ed è di colore grigio. Le mani sono intrecciate tra loro, il braccio sinistro di Laura è disteso verso il basso.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Viola, 15 anni ha un viso truccato in modo molto leggero, indossa pantaloni neri, canotta nera, scarpe nere dallo stile maschile; i capelli corti sono di colore castano scuro, lo sguardo è rivolto verso la fotocamera con espressione decisa, sfrontata, aggressiva. Siede per terra con le gambe incrociate, lo sfondo è rappresentato da un tendone di tessuto simile al velluto ed è di colore grigio.
Laura 24 anni è posta dietro a Viola, accovacciata sulla sorella e l’abbraccia all’altezza delle spalle. Guarda l’obiettivo, è truccata, i capelli sono castano chiaro raccolti in una coda ben fissata, l’espressione è diretta, decisa. Indossa una canotta nera, i pantaloni sono neri, le scarpe nere dallo stile maschile.
Sotto la stessa immagine modificata al computer e resa in bianco e nero.

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**** MARICA RUSSO ****
“Sono Marica ( con la C ) e ho iniziato la carriera di nuoto agonistico circa tre anni fa dopo un incidente in cui ho perso mezzo braccio destro.
Nuotavo anche prima ma a livello dilettantistico, poi grazie al mio fisiatra sono entrata nella realtà della Finp.
Sono una ex cartoonist, disegnatrice di cartoni animati alla vecchia maniera, quella di Walt Disney e purtroppo usavo proprio il braccio destro per disegnare. Riesco a scrivere abbasta bene con la sinistra ma ancora non ho la precisione del tratto, ci vorrà del tempo ma ce la farò. Ho ripreso la patente B e prossimamente riprenderò anche la A, dato che il mio scooter ancora mi aspetta languido.
Adoro tutto quello che riguarda il mondo dell’arte, della fotografia, della musica e concerti ( rock in primis) del cinema e viaggi ( vorrei vivere in Scozia e Irlanda).
Insomma sono una persona abbastanza poliedrica e sto ancora adattandomi al nuovo stile di vita tornando a essere più indipendente che posso e ho imparato che l’essere umano si adatta in qualsiasi situazione se veramente lo vuole.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Lo sfondo è rappresentato da un tendone di tessuto simile al velluto ed è di colore grigio. Marica ha 27-30 anni circa, i capelli sono lunghi blu, ha diversi tatuaggi colorati in varie parti del corpo. E’ seduta per terra, le gambe sono rannicchiate, il braccio sinistro insieme alla mano abbracciano la gamba piegata sinistra, il braccio destro è amputato, si vedono le cicatrici in primo piano ma tutta l’immagine appare delicata, dolce. Il viso truccato si appoggia all’arto amputato, lo sguardo è deciso,  l’espressione è morbida, il sorriso è dolce. Indossa un vestito di cotone, è nero, lungo e mono spalla.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Lo sfondo è rappresentato da un tendone di tessuto simile al velluto ed è di colore grigio. Marica ha 27-30 anni circa, i capelli sono lunghi blu, ha diversi tatuaggi colorati in varie parti del corpo. E’ seduta per terra, le gambe sono rannicchiate, il braccio sinistro insieme alla mano abbracciano la gamba piegata sinistra, il braccio destro è amputato, si vedono le cicatrici in primo piano ma tutta l’immagine appare delicata, dolce. Il viso truccato si appoggia all’arto amputato, lo sguardo è deciso,  l’espressione è morbida, il sorriso è dolce. Indossa un vestito di cotone, è nero, lungo e mono spalla. E’ un primissimo piano.

**** DANIELA PIERRI ****

Mi chiamo Daniela Pierri ho 35 anni, pugliese di nascita ma vivo in Friuli Venezia Giulia da 10 anni. IL mio lavoro attuale è commessa part-time in uno dei negozi di Scarpe&Scarpe. Sono nata con malformazioni congenite agli arti destri, ipoplasia alla mano destra e una malformazione alla gamba che è stata amputata alla nascita per poter indossare al mieglio la protesi. Le mie disabilità? Una fortuna. Non ho mai desiderato di essere diversa da quello che sono e ho sempre fatto delle mie “debolezze” dei punti di forza. Grazie a loro sono la donna che vedete oggi. Molto determinata, caparbia e che sposta mari e monti per raggiungere gli obiettivi che si impone. Spesso definita “frizzante” dagli amici, sono sempre sorridente, vivace e allegra perché nella vita penso che i problemi siano altri, non la mancanza di una gamba. Ed estremamente positiva. Sono sempre stata una persona molto altruista, avere delle disabilità ti rende per forza di cose più empatica con le persone, spesso così tanto da mettere il bene degli altri sempre davanti al tuo. Negli ultimi due anni ho iniziato a concentrarmi di più su me stessa e ho cercato di realizzare il sogno di fare atletica (corsa sprint e salto in lungo) a livello agonistico. Nel mio caso per farlo o hai la disponibilità economica o devi cercare il modo di farti aiutare. Noi paralimpici abbiamo spesso bisogno di attrezzature che hanno un elevato costo (nel mio caso la protesi sportiva costa circa 8.000 euro) e quindi lo sport può essere a volte una chimera. Dopo due anni di ricerche e grazie alla mia determinazione e a quella di altre persone, quest’anno sono riuscita ad avere i fondi da due associazioni (YouAble e FormidAbili) che hanno coperto interamente questa spesa. Nel frattempo io non sono stata ferma di certo e ho iniziato ad allenarmi con la mia protesi giornaliera partecipando a Marzo 2017 ai Campionati Italiani Indoor di Atletica che si sono tenuti ad Ancona vincendo il titolo sui 60m piani. Ora stiamo lavorando per la protesi da corsa e si spera di ultimarla a breve per poter partecipare alle prossime gare visto gli alti obiettivi che mi sono prefissata.
Un’altra mia passione è il ballo caraibico in primis, ma ballerei qualsiasi cosa, tango, valzer, purché si balli.
Come si può ben notare, le mie disabilità non mi hanno mai tolto il sorriso e l’allegria e non sono mai state un problema né per poter vivere la vita di tutti i giorni né per fare qualsiasi cosa. Le difficoltà incontrate le ho sempre viste come occasioni per poter crescere, fortificarmi e migliorarmi, oltretutto essendo molto competitiva con me stessa in primis sono sempre alla ricerca di nuove sfide da affrontare. Probabilmente la prossima sarà l’handbike, da affiancare all’atletica naturalmente, diciamo che il tarlo in testa c’è. Il mio sogno attuale? Poter fare dello sport il mio lavoro e poter partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. È un dovere che ho nei confronti dei miei tanti donatori verso i quali sarò sempre debitrice. Ho deciso di partecipare al progetto “Sport & Glamour Disability perché ritengo che sia opportuno nella nostra società portare a galla dei temi che per molti anni sono stati in qualche modo sempre tenuti al buio. Spesso mi imbatto in persone che vivono la vita come esseri invincibili, disprezzando a volte persone in condizioni diverse dalle loro, senza rendersi conto che siamo tutti sotto lo stesso cielo. Ma confido che le cose cambieranno, perché le disabilità esistono e non sono sicuramente qualcosa di alieno.
Oltretutto, come donna con disabilità confido che in primis molte donne smettano di avere pregiudizi su sé stesse e inizino a vivere appieno la vita, senza dar peso alle critiche della gente per il proprio aspetto. Piacere a sé stesse è la cosa principale, il resto è superfluo. Quindi, come consiglio sempre, vestitevi del più bel sorriso che avete e andate in giro a mostrarlo.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Daniela ragazza di 35 anni ha occhi chiari, pelle abbronzata, capelli corti mori con riflessi rossi; sopra 2 fotografie che la ritraggono in pose sportive con indosso un due pezzi sportivo nero, piedi nudi sfondo nero: nella prima immagine l’atleta simula una partenza ai blocchi con la protesi nera e rossa, nell’ immagine successiva in mano la corda e lo sguardo fiero e in trazione col corpo.
Nella terza fotografia Daniela indossa pantaloncini corti neri e una giacca nera elegante, è seduta su uno sgabello di legno scuro, ha una protesi con disegnato un tatuaggio e calza  eleganti scarpe nere prestate dallo sponsor Scarpe&Scarpe.

**** CLIZIA SARGENTINI ****
Ciao a tutti! Sono Clizia e ho 23 anni. È abbastanza palese che ci sia qualcosa di “anormale” in me,ma se vi chiedessero che cosa ho,sono sicura che nessuno saprebbe rispondere. La cosa è più semplice di quanto si possa immaginare. Madre Natura ha ben pensato di farmi un “meraviglioso regalo” assegnandomi l’Acondroplasia. So benissimo che a primo impatto può sembrare un messaggio in codice dell’FBI o dell’agente 007,ma in realtà è una delle forme più comuni di nanismo anche se nell’ironia del caso,è una malattia rara. Ovviamente essere nata afferra da Acondroplasia (O signore,che ribrezzo a pronunciare questa fase!)non bastava. Infatti Madre Natura ha ben pensato di assegnarmi tutte le complicazioni che questa “compagna di vita” comporta. Diciamocelo. La vita è una sfida/lotta continua,figuriamoci per un essere acondroplasico. Oltre che a combattere con le barriere architettoniche,gli sguardi e le domande inopportune della gente,devi combattere anche con te stessa. Almeno questo è ciò che capita a me,visto che vorrei fare 100 ma il mio corpo mi fa fare solamente 30 se tutto va bene. Ci sono vari tipi di sguardi. Sguardi che ti seguono fino a che non giri l’angolo,sguardi che fanno finta di fissarti,quando in realtà ti hanno fatto già due volte la radiografia dalla testa ai piedi e quelli pieni di pietismo. Quando sei piccola non ti rendi minimamente conto di che “regalo” la vita ti abbia fatto. Pian piano capisci però che c’è qualcosa di diverso, visto che sei la metà della metà rispetto agli altri bambini,ma spiegarlo a parole non ne sei capace. Non sei in grado di dimostrare al mondo che in fondo qualcosa vali anche tu,nonostante sei oggettivamente diversa. Lo capisci crescendo, anche se l’imbecille di turno lo troverai sempre. Nella vita di una persona affetta da questa malattia, la cosa più importante e difficile da intraprendere, sono gli interventi di allungamento. Il tutto ebbe inizio nel lontano Agosto 2006 e terminò a Marzo 2008. Per non avere rimpianti, li intrapresi di nuovo a Maggio 2010 per terminare a Gennaio del 2012. Dai 116cm di partenza, sono arrivata a 142cm. Ovviamente non abbiamo raggiunto i livelli delle stangone hollywoodiane, ma rispetto a prima non c’è paragone. Adesso dobbiamo fare qualche passo indietro. Infatti all’inizio vi ho detto che mi sono beccata tutte le complicazioni che quest’Acondroplasia comporta. Ed è proprio così, visto che faccio parte di quel 10% che ha anche il problema, tra l’altro il più grande, alla colonna vertebrale. Per farla breve se non mi operavo subito, non avrei camminato più. E fu così che arrivò il fatidico giorno, per l’esattezza il 15 ottobre 2012 e per 12 lunghissime ore la mia vita era appesa a un filo. Mi sono ritrovata così con una vertebra sostituita e due barre per sostenere il mio tronco. Fortunatamente andò tutto bene, anche se la sensibilità della gamba sinistra è andata a farsi benedire. Come se non bastasse dopo 2 anni, sono tornata in sala operatoria visto che queste barre mi si ruppero. Stesso procedimento, ma questa volta anziché di averne due, me ne misero quattro. Pensiate sia finita vero? In realtà no. A Settembre 2015 intrapresi il percorso di allungamento per gli arti superiori. Per l’esattezza 10cm di allungamento. Il tutto terminò l’anno successivo. Naturalmente ci sarebbero ancora tantissime cose da dire su quest’esperienze, ma in fondo devo solo presentarmi e non raccontarvi la mia cartella clinica! Visto che sono una ragazza “anormale”,lo sono anche i miei gusti e le mie passioni. Infatti se pensate che mi emozioni davanti ad un paio di Louboutin vi sbagliate di grosso. Mi emoziono davanti ad un tramonto e ad uno skyline Neworkese. Infatti rimarrei ore ed ore ad ammirarlo. Impazzisco anche quando sento parlare uno spagnolo. Il loro accento mi manda letteralmente in tilt. La mia più grande passione è il cinema.  Infatti uno dei miei più grandi sogni nel cassetto, è poter entrar a far parte di questo mondo in un futuro non troppo lontano. Talmente grande che basta pensare che durante la notte degli oscar ho le farfalle nello stomaco. Amo anche la musica e tutto ciò che riguarda l’arte in generale. Credo di aver raccontato abbastanza. Ovviamente questa è solo una piccola parte della Clizia. Spero di non avervi annoiato.
Un saluto.
Cli

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Clizia ragazza di 23 anni, capelli lunghi color marrone ramato con frangetta, indossa una canotta bianca e fuseaux neri. E’ al Parco delle Cave a Milano, dove c’è uno splendido laghetto. Nella prima fotografia è seduta e gioca con la sabbia guardando sorridente la telecamera.Nella seconda immagine è appoggiata ad un tronchetto d’albero immerso nell’acqua, nell’ultima immagine la ragazza è dentro l’acqua in piedi e gioca a schizzare l’acqua verso me e suo padre che fa da assistente, fuori dall’inquadratura. In ogni foto Clizia sorride con il  raggio di sole che le accarezza il viso.
**** RICCARDO ALDIGHIERI ****
Riccardo Aldighieri, 19 anni… chi sono?! Beh mi reputo un ragazzo molto determinato! Affronto ogni giorno tante sfide ma mi piace viverle come avventure divertenti ! Mi sono appena diplomato ad una scuola di moda e, la mia paralisi cerebrale infantile non è mai riuscita a fermarmi! Non riesco a camminare proprio per questa patologia che mi ha provocato per due secondi la carenza di ossigeno al cervello durante la gravidanza di mia mamma, ma io ai sogni ci credo e chissà, magari un giorno camminerò sulle mie gambe!”
“La disabilità è qualcosa che ti ritrovi addosso e ti fa fare un sacco di domande. Da bambino cadere spesso, mi ha permesso di sperimentare e allenarmi al superamento delle barriere. Un corpo con una paralisi, non solo alle gambe, anche alle mani, non lascia vie di uscita. Uno dei momenti più duri è stato verso i 10-11 anni quando vedevo gli altri fare attività, muoversi e fare cose diverse dalle mie. Poi, a 15, qualcuno gli ha suggerito di lasciar perdere ogni tentativo di camminare da solo, il verdetto era inflessibile: sedia a rotelle e stop, lasciando stare ogni altro tentativo, che tanto non ci sarebbe stato alcun cambiamento. Il coraggio e l’allenamento ora hanno reso possibile la deambulazione e, anche se la camminata non è fluida, è più autonoma. L’obiettivo di diventare indipendente è stato possibile anche grazie all’ambiente scolastico: sono iscritto all’ultimo anno per diventare stilista di moda. Ho trovato un ottimo ambiente al Montagna di Vicenza, mi fanno sentire a casa, è da qui che è nato un cambiamento dove ho tirato fuori il meglio di me.”
Lo scorso aprile, in occasione dell’evento “Un cordone per la vita”  ha disegnato con le sue mani un abito da sposa chiamandolo “L’albero della vita – le stesse mani che un tempo non gli erano per niente alleate, camminato accanto alla modella che l’ha indossato nella sfilata a scopo benefico, organizzata  da Osidea Onlus di Mira.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Sopra un primissimo piano di Riccardo 18 anni, con i capelli corti color biondo platino, è seduto su una sedia nera girata, i suoi gomiti sono appoggiati sullo schienale; porta due bracciali in cuoio e acciaio ai polsi, un piercing sul sopracciglio sinistro. Ha gli occhi bellissimi color azzurro ghiaccio, lo sguardo è deciso, penetrante, come di sfida all’autenticità, ti entra dentro. Lo sfondo è nero.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
un collage di tre fotografie in bianco e nero ritraggono Riccardo 18 anni seduto su una panchina bianca; indossa una maglietta bianca, una collana nera al collo, una giacca nera di pelle, i capelli sono corti biondo platino, gli occhi azzurri ghiaccio, un piercing sul sopracciglio sinistro, un orecchino con diamante sul lobo dell’orecchio destro. Riccardo posa davanti all’obiettivo alzandosi il colletto in una foto, nella seconda si sfiora i capelli, nella terza c’è un suo primissimo piano.

Nella foto sotto voi vedete solo un bel ragazzo, in una posa che lo ritrae al meglio, sguardo sicuro, fiero.
Ho chiesto a Riccardo se se la sentiva di farla, considerando che lui non può stare in piedi nemmeno 2 secondi senza un appoggio, ma forte e determinato com’è ha accettato, per cui  una volta pronto ha lasciato la mano della mamma e io ho scattato rapidamente, tutto entro 2 secondi.
Spesso di fronte ad una foto che ritrae una persona sicura di sé scattano pregiudizi e commenti su facebook tipo quello di utilizzare la propria disabilità per avere visibilità e mettersi in luce, quando non si conosce minimamente la difficoltà anche solo di stare 2 secondi in piedi o mantenere certe posizioni che per noi sono banalissime.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
nella fotografia sopra due immagini vicine di Riccardo 18 anni, capelli corti color biondo platino, piercing sopra il sopracciglio sinistro, bracciali neri e acciaio sul polso sinistro.
Indossa una camicia a quadretti nero e rosso, pantaloni neri che si confondono con lo sfondo nero. Nella prima foto a sinistra lo sguardo è serio, sicuro, Riccardo posa come un modello professionista, nella seconda  fotografia a destra sorride quasi imbarazzato con la mano che ricerca un’altra mano che compare nell’inquadratura. Riccardo può stare solo due secondi in piedi senza appoggio per questo motivo nella seconda fotografia si aggrappa alla mano della madre.

**** RICCARDO MARCHESINI ****
Eccomi, cado in moto a 17 anni,resto in ospedale 9 mesi dove cercano di salvarmi la gamba,subisco 11 interventi chirurgici tra sofferenze atroci la gamba era in cancrena…Per due volte vado in sala rianimazione a causa di 2 arresti cardiaci..Ero passato da 80 a 37 kg in pochi mesi…Esco dall’ospedale dopo 9 mesi con una gamba che era praticamente un pezzo di “carne” informe ed inutile…Dopo una visita a Lione da un luminare,decido io stesso di farmela amputare,a Milano,all’istituto ortopedico Galeazzi … Da li’ la rinascita ed ahimè, diventare circa 130 kg… Inizio quasi per scherzo la canoa,con un amico,presto diventa il mio più grande amore,ritorno in forma divento istruttore poi istruttore per disabili,vinco un mondiale e 9 titoli Italiani con i disabili…Ma prima ancora arrivo terzo ai mondiali…Disabile tra i normodotati…Più volte a podio sempre con i normodotati e vinco 7 titoli regionali…Ritengo lo sport un meraviglioso veicolo di integrazione fisico,ma soprattutto da un punto di vista mentale,primo amputato al mondo ad aver percorso 250 km in mare aperto tra Ostia e la Sardegna…Oggi insegno con tutto l’amore che ho in corpo canoa…I corsisti che mi danno più soddisfazione?I disabili…Non perché lo sono anche io…Ma perché non si lamentano mai…E DESIDERANO imparare…E lo fanno con una gioia infinita!

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Sopra la foto con Riccardo, uomo sulla cinquantina, all’Idroscalo (ampio bacino acquatico) di Milano, è in piedi sul pontile e di fronte alla fotocamera, indossa una maglietta arancione a maniche corte, il costume a pantaloncini color turchese. La gamba destra senza scarpe è appoggiata a terra mentre è in posa, la gamba sinistra manca all’altezza della coscia. Riccardo indossa occhiali da sole con montatura rossa, nella mano destra sorregge la canoa color turchese, nella mano sinistra tiene la pagaia (simile al remo) in posizione verticale e appoggiata al ponteggio. E’ una bella giornata di sole.

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
Sopra Riccardo, uomo sulla cinquantina, all’Idroscalo (ampio bacino acquatico) di Milano, indossa una maglietta arancione, è in acqua, all’interno della canoa color turchese e sta pagaiando al tramonto. Indossa occhiali da sole con montatura rossa, è sorride davanti alla fotocamera. E’ una bella giornata di sole. 

 

**** NORIA NALLI ****

Giornalista, scrittrice, curatrice del blog sulla disabilità La stampella di Cenerentola su lastampa.it .  Ha la sclerosi multipla e cammina col deambulatore. Autrice del libro “Avventure semiserie delle mie gambe”, con la prefazione di Carla Fracci .
Ciò che amo di Noria non è solo la tempra battagliera, l’ironia ma anche il meraviglioso sorriso contagioso di chi come lei ama fortemente la vita e la porta avanti con entusiasmo sebbene ogni giorno deve lottare con piccoli e grandi problemi.
Volevo ringraziare di cuore Noria perché ha deciso di fare lo stesso il servizio fotografico e partecipare così al progetto anche se stava malissimo ed era impossibilitata a muovere il suo corpo. Ma il suo entusiasmo e fiducia nel progetto hanno avuto la priorità .

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descrizione per le persone con disabilità visiva:
sopra 3 primi piani di Noria, con i capelli castani di media lunghezza, il trucco sugli occhi color prugna e il vestito bianco e nero. Guarda la fotocamera sorridente.